E’ il mio consiglio: perdetevi a Venezia! Lasciatevi guidare dai vostri piedi e da nient’altro per le calli, sui piccoli ponti, sui canali…lontano dai soliti percorsi turistici potreste scoprire angoli incantevoli di una città unica al mondo. L’ho sperimentato sulla mia pelle, vi potete fidare!
In genere vi sono due percorsi principali per giungere dalla stazione Santa Lucia a San Marco, che passano entrambi per il Ponte di Rialto. Un terzo percorso giunge verso San Marco passando per l’Accademia. Al di fuori di questi percorsi, e già quello per l’Accademia è poco battuto dai turisti, potete riuscire a camminare per una città diversa, quasi deserta: i turisti infatti, cartina o gps alla mano, naso alzato verso i muri delle case a vedere le frecce che indicano i principali monumenti, difficilmente si staccano dai percorsi più battuti. E in effetti a Venezia vale la regola che dove si assembra più gente si è vicini ad un grosso punto di interesse. Così il mio consiglio è: per una volta, fuggite dalla calca, girate da soli, senza farvi guidare da nessuno, e le sorprese non si faranno attendere.
Innanzitutto gli scorci sui canali: sono la cosa più poetica e più caratteristica di Venezia: dai ponticini che collegano le piccole, piccolissime isolette che compongono la città, si aprono improvvise finestre su particolari architettonicamente poetici: l’acqua, la luce, i muri e le finestre dei palazzi, le gondole, creano in sempre nuove composizioni immagini ogni volta capaci di farci emozionare.

I ponti sono la caratteristica principale di Venezia; per questo architetti come Santiago Calatrava e Carlo Scarpa hanno voluto realizzare il proprio personalissimo ponte. Ma mentre quello di Calatrava, vicino a Santa Lucia, è perfettamente evidente e riconoscibile, il piccolo ponte di Carlo Scarpa è una chicca che pochi individuano, giusto chi si reca alla Fondazione Querini Stampalia.

Poco distante, Palazzo Grimani è un gioiello di arte e architettura veneziane discosto rispetto ai consueti percorsi turistici. Percorrerne le sue sale vuol dire ammirare gli splendidi stucchi e affreschi ai soffitti, le splendide sale che dimostrano il gusto per un’arte raffinata e colta dei membri della famiglia Grimani, che dal ‘500 arredò e portò a splendore questo palazzo, che è un edificio unico per la storia e l’architettura di Venezia, affascinante per l’aspetto culturale, artistico e storico, e, a restauro appena concluso, finalmente aperto come museo di se stesso e di poche, selezionatissime opere, esemplificative del gusto collezionistico cinquecentesco.

Palazzo Grimani non è poi così lontano da San Marco, ma pochi hanno voglia di arrivare fin qui. Un vero peccato, perché la visita dei suoi interni vale davvero la pena.

Cambiando area, nei pressi dell’Accademia la bellissima chiesa gotica di Santo Stefano in Campo Santo Stefano vi stupirà per i suoi interni, soprattutto per quel particolarissimo tetto a chiglia di nave che le conferisce uno slancio tutto particolare, e per l’esterno, col suo bel campanile pendente.

Un’altra chiesa, poi, vi stupirà, da tutt’altra parte della città: è Santa Maria Gloriosa dei Frari, una grande chiesa che ospita al suo interno tra le altre opere la famosa Pala dell’Assunta di Tiziano del 1518 – che illumina letteralmente l’altare – e il monumento funebre a Canova del 1827, essenziale nelle sue forme, una liscia piramide in marmo bianco con una porta centrale sulla quale dovrebbero vegliare due angeli dormienti.

Questi sono solo pochi spunti, ma altri ne possono venire: basta sapersi guardare attorno, avere curiosità e voglia di spendere tempo per la scoperta di qualcosa di nuovo. Perdetevi a Venezia, e troverete bellissimi ricordi da portare con voi.













