A 4 km da Ostia Lido, mare di Roma, a 24 km circa da Roma Ostiense, Ostia antica è il borgo che non ti aspetti. Dominato da un castello imponente, voluto dal papa Giulio II nel Rinascimento, e cinto da mura, è una chicca che in pochi conoscono. Più nota è l’area archeologica di Ostia antica, dall’altra parte della strada: 87 ettari di territorio sui quali si sviluppava un tempo l’antica città di Ostia, “porta di Roma”, prima colonia di Roma, antichissima città posta alla foce del Tevere.
Io lavoro a Ostia antica. Lavoro nell’area archeologica di Ostia antica, rivesto il ruolo di funzionario archeologo e mi occupo della comunicazione social. Se andate su facebook, su instagram e su twitter a cercare il Parco archeologico di Ostia antica, trovate i tre canali attraverso i quali il Parco si racconta quotidianamente.
In questo post, però, svesto i panni dell’archeologa e indosso quelli della travelblogger, per fornirvi le informazioni utili per pianificare una visita, ma soprattutto per incuriosirvi e invitarvi a visitare Ostia antica.

Ostia antica: una città del passato che si può visitare come se fosse una città attuale
Il bello di Ostia antica è proprio questo: rispetto a tante aree archeologiche che si trovano in Italia, e rispetto alla stessa Roma, Ostia offre la possibilità di visitare la città antica con le stesse categorie di una città moderna: innanzitutto le strade hanno nomi e quindi indirizzi specifici: la via Ostiense, il Decumano Massimo, la Via di Diana, la via della Foce ecc.; poi si incontra una serie di edifici e monumenti che oggi come allora suscitano interesse: il teatro, ancora oggi utilizzato come luogo di spettacolo; le terme, all’epoca di gran voga e oggi ugualmente frequentate; i punti panoramici posti sui tetti degli edifici, per godere lo skyline dall’alto; i templi, le case private, i thermopolia (ristoranti). Cartina alla mano (ma anche google maps aiuta, oppure il virtual tour dell’Area archeologica) si può percorrere la città in lungo e in largo, come se fosse una città moderna. Io trovo questa suggestione meravigliosa.
Ostia antica: attrazioni da non perdere – 1) le Terme di Nettuno
Si tratta di uno degli impianti termali più grandi della città, e dei meglio decorati. Costruito durante l’impero di Adriano su sua committenza, era un edificio di grande rilevanza. I mosaici pavimentali che decorano le sue sale sono eloquenti in tal senso: nella sala principale Nettuno alla guida di una quadriga di cavalli marini cavalca circondato da un corteo di animali, personaggi marini e pesci più o meno fantastici. La scena è molto dinamica grazie all’agitazione suscitata dai cavalli al galoppo e dal panneggio del dio dei mari.
Nella stanza accanto la sposa di Nettuno, Anfitrite, è protagonista di un corteo marino analogo a quello del marito.
Entrambi i mosaici si possono ammirare dall’alto di una terrazza alla quale si accede dal Decumano massimo. Attenzione: i mosaici sono coperti da novembre ad aprile, pertanto è consigliabile la visita nella bella stagione.
Ostia antica: attrazioni da non perdere – 2) il teatro
Il teatro di Ostia antica è uno degli edifici più longevi della città. Fu costruito infatti all’inizio dell’età imperiale da Agrippa, amico intimo di Augusto e suo luogotenente. Fu poi ampliato da Commodo e ancora subì restauri in età tardoantica. Un luogo iconico. Scavato dal 1911 in avanti, restaurato a più riprese, dal 1927 in avanti ospitò rappresentazioni di tragedie e commedie greche. Oggi in estate ospita l’Ostia antica Festival che unisce prosa, musica e balletto durante tutta la stagione estiva.
A maggio 2022 il teatro ospita una mostra su se stesso, a 100 anni dal completamento del suo scavo e del suo primo restauro.
Ostia antica: attrazioni da non perdere – 3) il Piazzale delle Corporazioni
Adiacente al teatro sorge un luogo che non trova confronti nel mondo romano: il Piazzale delle Corporazioni. Anticamente era un portico su tre lati sul quale si aprivano in successione le sedi di corporazioni e gli ordini di lavoratori provenienti dalle diverse parti dell’impero. A Ostia infatti convergevano le merci provenienti da tutto il Mediterraneo e dirette a Roma. Nel Piazzale delle Corporazioni si stringevano accordi commerciali, contratti, tra mercanti e armatori di navi, tra viaggiatori e navigatori, tra saccarii (gli scaricatori di porto) e agenti preposti all’Annona, ovvero alla distribuzione di derrate alla popolazione indigente della capitale dell’Impero.
La particolarità del Piazzale delle Corporazioni, e il motivo per cui sappiamo cosa vi succedeva, sta iscritto e raffigurato sui pavimenti delle singole sedi di corporazione: di volta in volta una nave entra in porto, una nave solca i mari, un delfino nuota nel mare, un saccarius (scaricatore di porto) trasborda un’anfora da una nave all’altra, un elefante fa bella mostra di sé. Ognuno di questi mosaici funzionava come un’insegna in grado di orientare l’acquirente o l’affarista verso la sede giusta. Le iscrizioni a mosaico sui pavimenti rivelano poi anche la provenienza dei naviculares o dei negotiantes (armatori o mercanti): ne abbiamo da Narbonne (Francia), Tarraco e Gades (Tarragona e Cadige, Francia), Carthago, Sabratha e altri porti dell’Africa settentrionale, Karalis e Turris Libisonis (Cagliari e Porto Torres) in Sardegna. Una mappa del Mediterraneo molto ben delineata, non c’è dubbio.
Ostia antica: attrazioni da non perdere – 4) Il capitolium e il foro
La grande mole del Capitolium, ovvero il tempio dedicato alla triade capitolina Giove, Giunone e Minerva catalizza la vostra attenzione da lontano, perché le pareti della cella, che si elevano per alcuni metri, si distinguono da centinaia di metri di distanza. Il Capitolium è il tempio più importante della città antica e non a caso affaccia sulla grande piazza che sorge alla confluenza tra decumano massimo e cardine massimo. Oggi il Capitolium si presenta come un grande edificio in laterizi. In realtà dobbiamo immaginarlo rivestito di marmo e con tanto di colonne in marmo in facciata, così come tutti i templi romani. Era – ed è – su alto podio, il che gli conferiva una monumentalità ancora maggiore.
Dall’altro lato della piazza sorgeva il tempio di Roma e Augusto. Di esso oggi si conservano soltanto alcune porzioni murarie, mentre le decorazioni architettoniche che lo decoravano sono state musealizzate su una parete creata appositamente. Si tratta di soluzioni adottate già negli anni ’40, per cui tanto di cappello.
Ostia antica: attrazioni da non perdere – 5) la Domus di Amore e Psiche
C’è più di un motivo per visitare questa domus: innanzitutto il gruppo scultoreo di Amore e Psiche, raffigurati come fanciulli nell’atto di scambiarsi un tenero bacio; poi i pavimenti in opus sectile, ovvero in tarsie marmoree realizzate con lastre e lastrine di marmi diversi per colore e provenienze, composte a realizzare eleganti forme geometriche. Infine l’elegante ninfeo, ovvero una fontana rivestita in marmo della quale si conserva ancora la conduttura per l’acqua in piombo.
La domus di Amore e Psiche è una delle domus tardoantiche di Ostia: si sviluppa cioè a partire dal IV secolo d.C. in una città che in parte si stava spopolando perché veniva meno l’importanza e la ricchezza di Roma nel panorama internazionale dell’impero dell’epoca (da Costantino in avanti, infatti, l’asse si sposta verso Costantinopoli e, per l’Italia, Ravenna). Emerge per la ricchezza dei suoi arredi, sia pavimentali che parietali che per i giochi d’acqua del ninfeo. Era una domus non particolarmente grande, ma piuttosto lussuosa e non a caso tra le più celebri di Ostia.
Ostia antica: attrazioni da non perdere – 6) il Thermopolium di via della Casa di Diana
In posizione centralissima, a poche decine di metri dal foro, questa tavola calda (qualcuno l’ha definita fast food, io aborro) dell’antichità doveva essere particolarmente rinomata: affreschi alle pareti illustravano alcune pietanze del menù; il bancone in marmo, i mosaici pavimentali, gli affreschi alle pareti e l’ampio dehors interno completano la recensione di questo ristorante dell’antichità. Dove potevi incontrare persone di tutte le estrazioni sociali, compreso quello schiavo che proprio qui perse, o si liberò, del suo collare con scritto “Fugio. Tene me” “sto fuggendo, trattienimi”.

Ostia antica: attrazioni da non perdere – 7) il Molino del Silvano
Uno stabilimento che potremmo definire industriale per l’intera filiera della produzione del pane, dal chicco di grano, che veniva macinato in grandi macine di pietra lavica azionate da muli, alla cottura del pane in un grande forno. Il tutto avveniva all’ombra del culto di una divinità minore nel pantheon romano, ma non per questo non importante: Silvano. Il Molino del Silvano è uno dei due grandi impianti industriali per la produzione di pane; sorgeva di fronte al complesso di stoccaggio più grande di Ostia, i Grandi Horrea; ma soprattutto è molto ben conservato, con le macine in pietra lavica, il pavimento basolato perché vi si muovevano le bestie da soma, gli alti muri che in parte sfruttano le antiche mura del Castrum, ovvero della cittadella militare di età repubblicana. Ed è molto scenografico, lo si può percorrere in lungo e in largo, dalle macine al piccolo sacello dedicato a Silvano, al grande forno.
Ostia antica: attrazioni da non perdere – 8) il mitreo delle terme del Mitra
Si tratta di uno dei luoghi più suggestivi di Ostia. Ma intanto che cos’è un Mitreo? E chi è Mitra?
Mitra è una divinità il cui culto si sviluppa nell’attuale Iran, l’antica Persia, e si diffonde nel mondo romano attraverso le legioni stanziate lungo il limes orientale, ovvero lungo il confine dell’impero in Asia: l’Impero romano raggiunse la massima espansione con l’imperatore Traiano, ed è in questo periodo che il Mitraismo iniziò a diffondersi tra i legionari. Si diffuse a macchia d’olio perché aveva due caratteristiche importanti: era una religione salvifica e iniziatica, per pochi adepti che dovevano seguire un percorso di iniziazione prima di giungere alla rivelazione divina.
Il mitreo solitamente è un ambiente lungo e stretto nel quale sono ricavate due banchine laterali su cui siedono gli adepti e che converge verso un punto, in fondo alla stanza nel quale di volta in volta si trova l’altare, il simulacro del dio, sia esso affrescato, a rilievo, in stucco, in marmo, oppure un gruppo scultoreo. L’iconografia vede il giovane dio Mitra nell’atto di sacrificare un toro. E così appare la statua del dio, colossale, che si trova al culmine del mitreo delle terme del Mitra: ricavato in un ambiente di servizio di un impianto termale, è sapientemente studiato in modo che la statua di culto riceva luce da una finestrella naturale ricavata nel soffitto. Estremamente suggestivo oggi, doveva esserlo ancora di più presso gli adepti di questo culto.
Ostia antica: attrazioni da non perdere – 9) il Caseggiato del Serapide – terme dei sette sapienti – caseggiato degli Aurighi
Questo è un complesso residenziale costruito più o meno unitariamente in età adrianea, nella prima metàà del II secolo d.C., momento in cui Ostia vive un profondo rinnovamento urbanistico dovuto, principalmente, all’accresciuta importanza e ricchezza della città grazie alla presenza del grande porto di Roma Imperiale, Portus (oggi a Fiumicino) in funzione della vicinanza con Roma.
Si compone di due complessi residenziali, il Caseggiato del Serapide e il Caseggiato degli Aurighi, tra i quali si collocano le Terme dei Sette Sapienti. Il Caseggiato del Serapide prende il nome dal rilievo in stucco del dio egizio Serapide, divinità che insieme a Iside ebbe grande fortuna a Roma in età imperiale. Tra l’altro, poco distante da questo edificio si trova il Serapeum, ovvero il luogo di culto deputato a Serapide.
Le Terme dei Sette Sapienti prendono il nome da un affresco dalle battute sagaci oggi non visibile al pubblico, nel quale sono ritratti sette filosofi greci con altrettanti fumetti che recitano battute in latino sull’andar di corpo. Ma la sala più spettacolare è l’aula rotonda con pavimento a mosaico nel quale sono raffigurate scene minute di caccia, di animali selvaggi tra i quali si insinuano girali vegetali. Il mosaico risulta molto ricco, ma ha subito restauri anche in età tarda, segno della continuità di vita di questo complesso. Delle Terme fa parte anche una piccola vasca la cui parete è affrescata con una Venere che emerge dalle onde del mare strizzandosi i capelli secondo un’iconografia molto diffusa anticamente, in un paesaggio marino popolato da pesci e gamberi.
Il Caseggiato degli Aurighi, adiacente alle terme, è un complesso residenziale che prende il nome dai due affreschi di aurighi che corrono alla guida delle loro bighe imbracciando la palma della vittoria. Un complesso molto grande e molto ben conservato, che si può percorrere internamente. Davvero suggestivo, soprattutto se si percorre la Via Tecta degli Aurighi, una via stretta e coperta, niente più di un vicoletto che chissà quanti incontri furtivi ha visto nel corso della sua storia!
Ostia antica: attrazioni da non perdere – 10) le terme di Porta Marina
Ci troviamo nel punto più lontano dall’ingresso dell’area archeologica, nonché dalla parte opposta della città. Le terme di Porta Marina sorgevano in effetti poco al di fuori della porta urbana di Ostia posta sul lato rivolto al mare. Il Decumano Massimo, che ci ha accompagnato in senso est-ovest per tutta la città, a Porta Marina finalmente si conclude.
Le Terme per secoli sono stati uno dei pochi resti monumentali visibili nel paesaggio ostiense. Due grossi e alti pilastri, che anticamente sorreggevano una volta, sono ciò che ha segnato per secoli la presenza di una città antica. Scavando, sono emersi mosaici e pavimenti e ambienti riscaldati che inequivocabilmente hanno fatto comprendere la reale natura dell’edificio: l’ennesimo impianto termale ostiense, di committenza probabilmente imperiale: il rinvenimento di un ritratto di Marciana, sorella dell’imperatore Traiano, non solo ha permesso di datare la costruzione, ma di capire che probabilmente chi aveva finanziato la costruzione era molto vicino alla famiglia imperiale.
Le Terme di Porta Marina sono famose per il bellissimo mosaico degli atleti: posto in un vano di passaggio verso la palestra, illustra a tessere bianche e nere diversi atleti che gareggiano: ci sono i pugili alla presenza del giudice, l’atleta di salto in lungo, l’atleta che si deterge con lo strigile per pulire la pelle al termine della gara… Nel centro del mosaico si trova una tavola sulla quale si trovano i premi per i vincitori, mentre ai piedi del tavolo si trovano strigili e un pallone: eh sì una palla di cuoio, perché il gioco del calcio è davvero, davvero, antico.

Ostia antica: attrazioni da non perdere – 11) la sinagoga
Poco distante dalle Terme di Porta Marina si trova una delle sinagoghe più antiche per l’Occidente Mediterraneo. Non solo antica, ma sontuosa, segno della presenza di una comunità ebraica a Ostia non solo grande, ma anche ricca e inserita nei circuiti commerciali cittadini.
La Sinagoga di Ostia antica sorge praticamente in riva all’antica spiaggia. La linea di costa antica era molto arretrata rispetto all’attuale: Ostia Lido non esisteva proprio in età romana! Lungo la costa correva la via Flabia Seberiana che da Portus, l’antico porto di Roma imperiale, correva parallela alla linea di costa fino a Laurentum. La Sinagoga affacciava proprio su questa via di comunicazione. D’altra parte la vicinanza alla spiaggia era importante ai fini del culto.
La Sinagoga di Ostia antica ha avuto lunga vita. Venuta in luce nel 1961, ha restituito da subito gli elementi propri del culto ebraico, come le mensole con scolpita la menorah, il candelabro a sette braccia, elemento tipico della religione israelitica. I pavimenti a mosaico e in opus sectile rivelano il livello sociale facoltoso di alcuni esponenti cittadini, evidentemente ebrei, che nel III e IV secolo abbellirono il luogo di culto di riferimento della comunità ebraica e lo ampliarono e monumentalizzarono. Oggi sono state rialzate le quattro colonne che costituivano il cuore della sinagoga e il monumento è il protagonista di una biennale d’arte contemporanea, Arte in Memoria, che richiama artisti internazionali da 20 anni a questa parte.
Ostia antica: attrazioni da non perdere – 12) il santuario di Attis e il campo di Magna Mater
In direzione di Porta Laurentina, superato l’ultimo tratto su cui si installano da una parte le Terme del Faro e dall’altra la Domus della Gorgone, si apre un’area triangolare piuttosto ampia, il Campo della Magna Mater. In questo settore di Ostia, confinato verso l’uscita dal cardine massimo presso Porta Laurentina, si concentravano il tempio di Cibele, la Magna Mater il cui simulacro giunse per mare nel 204 a.C. prima a Ostia e poi a Roma. L’area di culto risale però all’età imperiale, al II secolo d.C.. Al vertice dell’area triangolare, presso Porta Laurentina, sorge il Santuario di Attis. Attis è nel mito un giovane legato al culto di Cibele: era il giovane pastore amante della dea al quale ugualmente era destinato un culto.
Ostia antica: attrazioni da non perdere – 13) l’insula dell’Invidioso
“Tiè!” sembra dire il giovane, raffigurato sul pavimento a mosaico che fa inequivocabilmente il gesto delle corna davanti al pescatore che solleva fiero in mano la sua pesca abbondante. L’iscrizione “Inbidiosos“ ci fa capire questo fumetto pavimentale: siamo in una pescheria e la raffigurazione ci dice che siamo in presenza di un pescatore fortunato, nonostante gli scongiuri degli invidiosi.
Il mosaico dà il nome a tutto l’isolato – insula – che ospita un impianto termale. Il corridoio di ingresso delle terme è decorato anch’esso a mosaico, con animali martini fantastici, delfini e puttini.
Ostia antica: attrazioni da non perdere – 14) la latrina delle terme del Foro
Cosa c’è di più privato dell’intimità del wc? Anche all’autogrill, per fortuna, la privacy è la priorità. In età romana esistevano i bagni pubblici. Erano le latrine, ambienti nei quali si trovavano varie sedute, in cui era fatta scorrere acqua corrente, ma che erano luoghi comuni! Ovvero momenti che per noi sono considerati davvero intimi, in età romana non erano evidentemente considerati tali. E se si andava alle Terme e a un certo punto scappava… beh, si andava alla latrina e si conversava col vicino di seduta.
Le Latrine delle Terme del Foro sono le più note e più riconoscibili, tuttavia a Ostia si trovano diverse latrine, sia pubbliche che private. Una latrina privata, per esempio, si trova all’interno della Domus della Fortuna Annonaria: è una latrina a un posto solo, posta dietro il bel triclinio destinato ai grandi pranzi e alle grandi cene dell’aristocrazia ostiense.
Ostia antica: attrazioni da non perdere – 15) la necropoli della via Ostiense
L’ho messa per ultima, ma in realtà la Necropoli della via Ostiense è la prima che si incontra all’ingresso degli scavi di Ostia. Lungo la via Ostiense in prossimità della città di Ostia si sviluppava una necropoli monumentale. Era una prassi consolidata nel mondo romano che le necropoli si sviluppassero lungo le strade in uscita (o entrata) delle città. Ostia non fa eccezione: oltre questa necropoli, un’altra necropoli si collocava sulla via Laurentina subito fuori dalla porta Laurentina e un’altra grande, magnifica necropoli, si collocava a Isola Sacra (Fiumicino) lungo la via Flabia Severiana tra Portus e Ostia.
La necropoli della via Ostiense ebbe lunga vita, dalla tarda età repubblicana alla piena età imperiale. Diversi sono i monumenti funerari che meritano attenzione, ma quello più rilevante è senza dubbio la Tomba degli Archetti, con la parete di fondo animata da archetti nei quali si inseriscono, in laterizi policromi, delle raffigurazioni di soli con tanto di raggi.
Ostia antica, 15 attrazioni da non perdere. La Fidelity Card
Se pensate che le 15 attrazioni (che sono pure poche!) che qui vi ho elencato sia difficile riuscire a vederle in una volta sola, sappiate che il Parco ha istituito la Fidelity Card che rilascia ingressi gratuiti illimitati nel corso di un anno, al costo di 25 euro (il doppio più un euro del biglietto singolo di ingresso). Tutte le informazioni su Fidelity Card, su orari e tariffe si trovano sul sito web del Parco archeologico di Ostia antica.
Infine vi regalo una suggestione: trattandosi di una città romana antica molti fanno il paragone con Pompei. Mi raccomando non cadete nella trappola! Ho scritto un post al riguardo, sul blog Generazione di archeologi, in cui spiego perché non ha senso paragonare Ostia a Pompei.






















