Questo è un post straordinario, nel senso che è fuori dalla normale mia programmazione, scritto sull’onda dell’impulso dovuto a un altro evento straordinario, in senso negativo, cioè il terremoto che ha colpito il Marocco, la regione montuosa dell’Atlante, qualche giorno fa e che ha mietuto vittime nonché distrutto interi villaggi e compromesso molti edifici di città come Marrakech.
Vedere alla tv immagini come il minareto della Kotoubia in fiamme, intere porzioni di mura della città vecchia, quelle mura rosa così regolari e così caratteristiche, crollate, fa effetto. Fa anche più effetto vedere interi palazzi crollati, macerie per le strade, le immagini girate in tempo reale da chi era lì in quel momento.
Place Jemaa el-Fna è incredibilmente silenziosa in questi giorni. Il brulicare di gente nei souk è scomparso. Piuttosto le persone si affannano per sgomberare le macerie, per cercare eventuali sopravvissuti ancora dispersi, per sperare di sentire respiri al di sotto dei mattoni, delle tegole, dei vetri delle finestre. Il Souk è un groviglio di strade in cui ci si perde senza guida, ma sulle strade affacciano edifici alti, stretti gli uni agli altri, abitati, ovviamente. La densità di popolazione all’interno della città vecchia è notevole, così come nel quartiere ebraico, nel quale diversi edifici sono stati pesantemente danneggiati.
Sopravvissuti camminano all’ombra delle mura crollate di Marrakech (foto fornitami da Antonella, moglie di Noaman)
Per me, che ho visitato e vissuto per una settimana quei luoghi, l’impressione è molto forte.
E oltre a visitare i luoghi simbolo della città, le attrazioni per turisti, siamo stati ospiti a casa dei genitori di Noaman, nel quartiere della Syba abbiamo fatto colazione, gustando autentici dolci e pietanze della tradizione marocchina per la colazione. Uno di quei momenti che raramente si scordano.
Ebbene, molto di questo oggi è compromesso. La casa dei genitori di Noaman, nel quartiere chiamato Syba, nel cuore della città cinta da mura, è stata danneggiata. Sono state danneggiate anche le case degli amici di Noaman, che abbiamo conosciuto e che vivono nello stesso quartiere o nei quartieri limitrofi. Sicuramente là c’è molto da ricostruire.
Io in genere non uso il mio blog per queste cose, ma questa volta l’emergenza mi tocca molto da vicino. Non è stato solo un viaggio, è stato un venire a contatto con un lato della famiglia allargata. Porterò sempre nel cuore quell’esperienza in Marocco, a Marrakech in particolare, perché per una settimana abbiamo vissuto insieme ad autentici abitanti di Marrakech, con le loro tradizioni, abitudini, idee (e anche con le loro idee riguardo gli Occidentali, naturalmente).
Tutto questo per dire che faccio mio l’appello di Antonella, cugina del mio compagno e moglie di Noaman. Pubblico qui di seguito il suo messaggio, facendolo mio. Se vorrete rispondere sarà un bel gesto di solidarietà. Per parte mia sono certa che quanto arriverà sarà impiegato effettivamente per la ricostruzione e rimessa in pristino delle case delle persone che ho conosciuto e che sono vere, concrete, ospitali e sempre sorridenti.
Una macchina distrutta sotto le macerie in quella che mi sembra essere piazza delle erbe, a Marrakech
Appello alle donazioni! Questa è Syba, dove vive la famiglia di Noaman. Purtroppo anche la casa della famiglia è stata colpita. I suoi amici si trovano in una situazione simile. Per questo motivo, chiedo donazioni sul mio conto PayPal all’indirizzo a.bevacqua@gmx.de . Se qualcuno non ha PayPal, lo prego di contattarmi direttamente. Io le raccoglierò e le inoltrerò ad Aicha per la distribuzione. Grazie mille in anticipo per il vostro sostegno! 🙏🏻
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