Nel post precedente ho realizzato una guida alle spiagge di Lefkada, l’isola greca del Mar Ionio che è collegata alla terraferma, all’Epiro, solo da una strada che supera un breve istmo. Ma a Lefkada non ci sono solo spiagge, e menomale: io per prima mi sarei annoiata ad andare sempre e solo al mare per i 10 giorni della mia permanenza sull’isola. Così ho alternato alle giornate di solo mare anche giornate di esplorazione non solo balneare, ma che includesse anche qualche meta di turismo culturale.
Ti propongo qui due itinerari che ho percorso e che sono il giusto mix di cultura, natura, lifestyle e mare. Perché il mare ci vuole, sempre e comunque.
Itinerario Nord: Lefkada, Agia Maura, Faneromeni, Pefkoulia, Agios Nikitas
Lefkada (Leucade)
Partiamo da Lefkada, il capoluogo dell’isola. Si tratta di una piccola cittadina di mare posta a nord, a controllo dell’istmo che collega con la terraferma. Lefkada si sviluppa sull’angolo nordorientale dell’isola: sul lato settentrionale la costa è protetta da un’ampia laguna: sul lungomare si stendono ristorantini dalle tovaglie a quadrettoni e fiori ai vasi nei dehors; sul lungomare orientale si sviluppa il porticciolo, e di nuovo si stendono diversi ristoranti e locali.
Il centro cittadino prevede una lunga via piena di negozi, la classica via dello struscio e dello shopping, dove si alternano negozi di abbigliamento a negozi di scarpe e di souvenirs. In una piazzetta si trova anche qualche ristorantino. La passeggiata è piacevolissima sia al pomeriggio che soprattutto la sera, anche se dopo una cert’ora diventa un po’ troppo affollata.
Lefkada è senz’altro perfetta per una sera a cena, di relax in mezzo ai negozi dopo una giornata di mare.
Fortezza di Agia Maura
Dall’altra parte dell’istmo rispetto alla cittadina, in terraferma, c’è la grande fortezza di Agia Maura, una fortificazione militare il cui primitivo impianto risale addirittura al Trecento e che è aperta al pubblico e musealizzata (e il biglietto costa pochissimo: appena 3 €).
La fortezza fu fondata dai Veneziani nel XIV secolo con la funzione di controllare l’accesso all’isola e fu poi ampliata fino a diventare una vera e propria cittadella militare. Ha alte mura nelle quali si aprono torrioni. Le mura tuttora sono percorribili in alcuni tratti. Dalla cinta più ampia si accede alla cittadella vera e propria, passando attraverso la Porta del Leone, così chiamata perché sormontata dal rilievo di un leone che immediatamente rimanda a San Marco e quindi a Venezia. La fortezza però subisce alterne vicende: costruita infatti all’inizio del Trecento dal veneziano Giovanni Orsini, rimane suo possedimento per soli 30 anni. Passa poi di mano in mano finché, come tutta Lefkada, non finisce in mano ottomana. La dominazione ottomana sull’isola e dunque sulla fortezza dura due secoli. Di nuovo nel corso del Seicento, infatti, i Veneziani si riappropriano della fortezza, che pare non avere pace, perché vi si avvicendano poi Francesi, Russi-Ottomani e infine Inglesi. Evidentemente questo angolo di Grecia insulare così appiccicato al continente ha sempre fatto gola a molti…
Superata la Porta del Leone si esce in una spianata ampia, tenuta a prato e arsa dal sole, chiusa dalle mura. Si può percorrere l’intera spianata, raggiungendo la piccola chiesa, salendo a una piccola porta ad arco con tanto di campanella, dalla quale si gode di una vista panoramica sul porticciolo moderno di Lefkada. Infine, si può trovare il giusto e meritato ristoro dal troppo caldo estivo nel piccolissimo museo ricavato in un ambiente voltato, rinfrescato da un’aria condizionata forse troppo forte, ma graditissima. Qui si racconta la storia del forte con una serie di pannelli e qualche reperto, come alcune pipe, piatti e un frammento di iscrizione. E un altro leone di San Marco, brutto assai, tra l’altro…
Monastero di Faneromeni
Lasciamo Lefkada, ora, e ci inerpichiamo per una via in salita, a tratti stretta, che giunge, in collina, al monastero di Panagia Faneromeni Theotokos. Si tratta del centro religioso più importante dell’isola. Sembra che sorga su un antico tempio di Artemide e che qui gli allievi di San Paolo abbiano predicato: una storia dunque molto più antica si adombra in quest’oasi di pace, di fiori, di casette bianche intorno a una chiesa che al suo interno è un tripudio di decorazioni, di oro e di luci, di icone e di soffitti dipinti con il busto di Cristo benedicente e con i simboli dei quattro Evangelisti. Il monastero risale al 1634, rinnovato poi nel XIX secolo.
Accanto al monastero, nella sua proprietà, c’è – per chi ama il genere, io no – una serie di voliere con uccelli dai più piccoli passerotti ai pavoni e alle oche. C’è anche un piccolo daino che sonnecchia in un recinto davvero troppo stretto. Personalmente non amo questo genere di “attrazioni”, perciò mi attengo alla bellezza del monastero e della vista panoramica che offre sulla costa.
Nota pratica per noi donne: è obbligatorio entrare nella chiesa del monastero con almeno le braccia coperte. All’ingresso allo spazio sacro sono a disposizione delle casacche che non hanno probabilmente mai visto una lavatrice: mettetevi addosso un vostro copricostume o un pareo e andrà benissimo così.
Paralìa Pefkoulia
Dai, ce la siamo guadagnata la spiaggia! Una pausa al mare ci sta bene; e se non volete fare il bagno, comunque una birretta vista mar Ionio ci può stare: Pefkoulia è una lunga spiaggia bianca di sassi rivolta a Occidente. Mare meraviglioso, spiaggia talmente ampia che non si creano situazioni di sovraffollamento, se ci si vuole rifocillare c’è un bel bar, il Deck Beachside Café, che fa alla bisogna. Spiaggia facile da raggiungere, si trova parcheggio lungo la strada senza impazzire. Pausa meravigliosamente piacevole.
Ho parlato di Paralìa Pefkoulia già nel post dedicato alle spiagge di Lefkada, quindi qui non mi dilungo. Ma sappiate che per me è la spiaggia più bella di tutta Lefkada.
Agios Nikitas
Ecco, mentre è facile trovare parcheggio a Pefkoulia, più complesso è riuscire a parcheggiare vicino ad Agios Nikitas. Ma se ci si arriva la sera, quando il sole tramonta e il grosso della gente se ne va dalla spiaggia, forse qualche speranza di parcheggiare c’è.
Agios Nikitas è un piccolissimo villaggio affacciato su una stretta baia rivolta verso nord. Probabilmente un tempo era un borgo di pescatori, molto semplice e umile, con le sue piccole casette che sorgono fin quasi in riva al mare. Oggi quelle casette sono sostituite da localini, ristoranti, bar e negozi di souvenir e di abbigliamento: scendere alla piccola spiaggia, e poi risalire, equivale a fare un po’ di struscio in una cittadina turistica. Un po’ di relax ogni tanto ci vuole, no?
Itinerario Sud: Nidri, Vassiliki, Agios Nikolaos Niras, Cape Lefkatas, Porto Katsiki
Nidri
Località turistica e porticciolo, Nidri si sviluppa lungo la viabilità che percorre la costa orientale da Lefkada fino a Bliko, dove poi la costa si fa più montuosa e frastagliata. Nidri è il porto privilegiato da cui partono le gite in barca per l’uno o per l’altro itinerario marittimo. Io ho scelto una gita che mi facesse scoprire dal lato del mare la parte sud dell’isola, passando davanti, effettivamente, ad alcune delle tappe di questo itinerario: la baia di Vassiliki, il faro di Capo Lefkatas e la baia col promontorio di Porto Katsiki. A proposito del faro di Capo Lefkatas: è indubbiamente più emozionante vedere un faro – e che faro! – dal mare, piuttosto che da vicino. Tuttavia questo itinerario ci porterà ai piedi del faro. Ma sto correndo! Torniamo a Nidri.
Nidri è una ridente cittadina turistica: sul porticciolo si alternano localini a agenzie di vendita tour marittimi, mentre la banchina è occupata da queste grandi barche e al mattino è un brulicare di gente che cerca di accaparrarsi un posto su una di esse. Le gite sono di varia natura, così come le barche: alcuni sono veri e propri giganteschi yacht, altre sono barche più ridotte, fino a un massimo di 70 persone; poi c’è la mitica barca che richiama nelle decorazioni un’antica barca achea: fa molto ridere ed è sicuramente divertente viaggiarvi a bordo. Noi abbiamo scelto però uno dei tour proposti da @borsalinotravel con la barca Nikolaos Boat e ci siamo trovate benissimo.
Tornando a Nidri, la viabilità principale diventa la via dello struscio pedonale: motivo per cui il traffico proveniente da Lefkada/Nikiana viene deviato su una strada interna a lunga percorrenza che bypassa il centro urbano. Nella via dello struscio non si contano i negozietti di souvenir, che hanno prezzi più bassi e prodotti diversi rispetto ai negozietti di Lefkada.
Vassiliki
Percorriamo un lungo tratto di strada che ci fa abbandonare la costa orientale e le sue spiagge (di Desimi e Kamari ho parlato nel post dedicato alle spiagge), passiamo accanto al porticciolo interno di Blikò, che è particolare, perché è come se si disponesse all’interno di un fiordo e sembra più un lago che una baia marittima. Da Blikò la strada sale, comincia ad affrontare le alture che caratterizzano la parte sud dell’isola, e di tornante in tornante, prima più dolci, poi via via sempre più serrati, giunge alla baia di Vassiliki, dominata da un piccolo porticciolo turistico piacevole per una sosta pranzo o per un bagnetto veloce nella sua spiaggia. Qui ci si può fermare per pranzo, per fare una passeggiata lungo il porticciolo e per fare un po’ di shopping. Da qui poi la strada prosegue, salendo su per il promontorio occidentale, dal quale le viste panoramiche sulla baia si sprecano, e si prosegue in direzione del punto più meridionale dell’isola, Cape Lefkatas.
Agios Nikolaos Niras
Lungo la strada che porta a Cape Lefkatas, che in questa zona percorre colline aride e arse dal sole, una deviazione conduce al monastero femminile di Agios Nikolaos Niras. Si tratta di un piccolo monastero ortodosso, articolato intorno alla piccola chiesa custodita da una monaca vecchia probabilmente quanto il monastero stesso. In mezzo a questa terra arida e brulla, l’apparizione di un piccolo agglomerato di vita, per quanto monastica, desta meraviglia e allarga il cuore. Il monastero rimane in altura, una piccola porta ad arco con una campanella è affacciata su una terrazza che dall’alto scruta il mare lontano. Una serie di vasi in ceramica appesi alle pareti portano messaggi e simboli cristiani: li trovo bellissimi, evocano l’antico e il sacro.
Le suore producono miele – le arnie si trovano vicine all’area parcheggio – che vendono in un piccolo spaccio all’interno del monastero. Oltre al miele di varie essenze (corbezzolo, acacia, fiori vari) le suore producono liquori agli agrumi e ai frutti. L’unica accortezza: le suore non hanno bancomat, per cui si possono fare acquisti solo col cash.
Cape Lefkatas – il faro sopra il tempio di Apollo
Il grande faro di Lefkadas sorge sul promontorio più meridionale dell’isola, rivolto verso sud, verso Itaca e Cefalonia. Con la macchina si può arrivare fin sotto il faro, poi un breve sentiero in lieve pendenza conduce in cima. Non si può entrare all’interno, ma solo girarvi intorno e da lì guardare a 360° un panorama selvaggio e magnifico, ora blu dell’acqua del mare, ora ocra delle rocce delle scogliere, ora verde dei mirti e della macchia mediterranea.
Il faro risale alla fine del XIX secolo e si imposta su quel poco che resta di un antico tempio dedicato ad Apollo. Del tempio non rimane quasi nulla, pochi blocchi neanche più in posto, alcuni dilavati lungo la scarpata. Non vi è una sola indicazione, sul sito, che ne segnali la presenza. Questo tempio, se va avanti così, è destinato, purtroppo, all’oblio. Il mio cuore di archeologa soffre terribilmente. E anche cercare informazioni su internet non è stata impresa semplice: pochissime e scarnissime notizie. Un vero peccato.
Porto Katsiki
La spiaggia più famosa di tutta l’isola si trova effettivamente a sud. Da Cape Lefkatas si ritorna indietro, ma arrivati al bivio per Vassiliki si sale dritti lungo la costa occidentale. La peculiarità di Porto Katsiki non sta però, secondo me, tanto nella spiaggia, quanto nella vista panoramica che si gode dall’alto della falesia dove bisogna lasciare l’auto prima di scendere al mare. La falesia in questo punto si allunga in mare aperto con una lingua di roccia che si allarga andando a creare da una parte la baia di Porto Katsiki con la sua spiaggia, dall’altro una baia ancora più stretta e rocciosa. Dal punto di vista paesaggistico e panoramico è una visione pazzesca.
L’unico inconveniente della spiaggia di Porto Katsiki è il sovraffollamento in rapporto alle sue dimensioni che non sono poi così ampie. In alternativa, però, se si vuole fare il bagno nelle sue acque, si può aderire a qualche gita organizzata in barca che consente il bagno nell’acqua blu della baia: un’esperienza decisamente piacevole.






















