Itinerari d’arte in Versilia: Pietrasanta

Nell’entroterra del mare dei vip di Forte dei Marmi, alle pendici del tratto montuoso in cui le estreme propaggini della Garfagnana si incontrano con le Alpi Apuane, sorge Pietrasanta. Un borgo tardomedievale che sorge in un territorio abitato anticamente da Etruschi, Liguri, Romani e infine Longobardi. Fondato nel corso del Duecento, all’inizio del XIV secolo viene cinto di mura per volere di Castruccio Castracani, signore di Lucca, il quale lo dota della Rocchetta Arrighina, edificio militare posto a controllo della porta d’accesso alla città, e avvia la costruzione del Duomo e del Palazzo Pretorio.

La vocazione all’arte di Pietrasanta inizia nel Rinascimento: qui si ferma infatti Michelangelo, quando frequenta le vicine cave di marmo sulle Alpi Apuane. Proprio il commercio del marmo fa la fortuna e la ricchezza della cittadina, dal Rinascimento in avanti. La vocazione all’arte riprende più forte che mai nel secondo Dopoguerra, quando Pietrasanta ospita artisti quali Botero, Mirò, Pomodoro e Mitoraj e si riempie di fonderie artistiche per la lavorazione del bronzo e di studi di artisti del marmo.

“Sfinge e colomba” dell’artista italiana Alba Gonzales in piazza dello Statuto a Pietrasanta

Percorrendo oggi le strade della cittadina si respira in effetti una certa verve artistica: numerose sono le gallerie d’arte e i negozi di design; per le vie si incontrano sculture di artisti del Novecento, come Fernando Botero e Alba Gonzales, scomparsa proprio pochi mesi fa. Ma certo, ciò che più stupisce è la ricchezza delle chiese. Visitiamo allora Pietrasanta, partendo però dall’inizio, cioè dal passato più antico del territorio, quando qui vivevano Etruschi e Liguri.

Archeologia a Pietrasanta: il piccolo Museo Archeologico Versiliese “Bruno Antonucci”

Sulla piazza del Duomo, in un palazzo accanto al Duomo di San Martino, si apre un piccolo museo a ingresso gratuito dedicato all’archeologia del territorio. Qui anticamente circolavano Etruschi e Liguri, che nelle montagne retrostanti sfruttavano ricchi giacimenti metalliferi, oltre che il marmo delle vicine Apuane. Numerosi sono i rinvenimenti archeologici nel territorio compreso tra Pietrasanta e il Lago di Massacciuccoli in un lasso di tempo che va dall’Età del Rame fino all’Età del Ferro, per circa due millenni. In particolare le necropoli forniscono dati interessanti, a partire dai curiosi cippi di marmo, simili a colonnine grezze infisse nel terreno, che non trovano altro riscontro in contesti coevi né Liguri né Etruschi nel resto della Toscana: si datano infatti all’VIII secolo a.C., quando gli Etruschi si cominciano a espandere nella regione.

Cippi funerari dalle necropoli Liguri della Versilia

Ampia parte del percorso espositivo è dedicata al sito palustre di Rocchino, sul Lago di Massacciuccoli: quattro capanne, sopravvissute di un ben più ampio insediamento sulle rive del lago, che hanno restituito importanti reperti utili per comprendere la cultura materiale in questo territorio rurale nel VI secolo a.C.: vasi in bucchero decorati a stampiglie prodotti localmente, vasi in bucchero più o meno fine, forme aperte, come ciotole e piatti, e chiuse come brocche o olle, in ceramica d’impasto. Il villaggio doveva essere un centro commerciale all’epoca, un emporio posto in una posizione strategica dal punto di vista geografico: in una zona lagunare, legata all’acqua, poco distante dal mare e dalle vie di montagna della Garfagnana; un crocevia di persone e di merci sicuramente importante negli scambi tra Liguri e Etruschi.

L’allestimento del sito palustre di Rocchino, vicino a Pietrasanta, nel Museo Antonucci

La chiesa e il chiostro di Sant’Agostino

Sul lato monte della piazza del Duomo sorge una chiesa dalla facciata quadrata, sormontata da un piccolo frontoncino e animata da tre arcate cieche e da un loggiato di archetti gotici. Oggi è sconsacrata, ma un tempo ad essa era annesso il convento dei frati agostiniani, il cui chiostro, che al livello inferiore è illustrato con affreschi che raccontano episodi della vita di Sant’Agostino e della madre Santa Monica, al piano superiore ospita il Museo dei Bozzetti.

Molto bella fuori, anche all’interno suscita meraviglia: ad aula unica, su più livelli, con soffitto a capriate lignee. Alle pareti si conservano ampi tratti di affreschi cinque-seicenteschi e l’impressione generale, entrando, è quella di respirare un’atmosfera senza tempo: spoglia, senza le classiche panche, questa chiesa risulta particolarmente suggestiva.

Il Museo dei Bozzetti ospitato al piano superiore del chiostro dell’annesso convento è il fiore all’occhiello della cittadina di Pietrasanta: un museo gratuito al pubblico che espone i bozzetti – più di un migliaio – di opere di 350 artisti contemporanei italiani e stranieri che hanno lavorato o lavorano negli atelier e laboratori versiliesi. I bozzetti sono dei modelli in scala ridotta delle opere che gli artisti intendono realizzare; in genere sono realizzati in gesso e spesso portano su di sé indicazioni lasciate dall’artista agli artigiani che dovranno fisicamente scolpire il marmo o fondere il bronzo. Tra i nomi più noti spiccano Fernando Botero, Pietro Cascella, Pietro Consagra, Niki de Saint-Phalle (l’artista famosa in Toscana per il suo Giardino dei Tarocchi a Capalbio), Jean Michel Folon, Alba Gonzales, Igor Mitoraj, Costantino Nivola, Giò Pomodoro. Questi nomi, insieme agli altri di artisti meno noti (a me, quantomeno) danno prova dell’internazionalità di Pietrasanta nel campo della produzione artistica contemporanea. Roba di cui andar fieri.

Il chiostro di Sant’Agostino col Museo dei Bozzetti

Il Duomo di San Martino

Un vero capolavoro. La facciata bianca è animata da tre portali sormontati da lunette nelle quali sono scolpite a rilievo scene della passione e resurrezione di Cristo. L’interno, a tre navate, è magnifico. Sopra le arcate della navate centrale corre un fregio continuo con la via crucis e scene della vita di Cristo. Sulla controfacciata campeggia un imponente organo a canne; anche il soffitto del duomo è straordinario: è creata l’illusione di un grande telo dipinto che viene tirato, a imitazione del vero. La decorazione è ricchissima, ma elegante e sobrio, non roboante ed esagerata come tante altre chiese barocche.

Pietrasanta, l’interno del Duomo di San Martino

Separato fisicamente dal Duomo, nella via sottostante, si trova il Battistero. Si tratta di un oratorio, dunque di una piccola chiesa barocca, nella quale si trovano ben due fonti battesimali di cui uno, quello centrale, decisamente monumentale ed esuberante nell’impiego di marmi colorati. Tra l’altro, colpisce come un oggetto legato al culto cristiano sia decorato, sull’orlo esterno della vasca, con scene e animali mitologici e fantastici, che ben poco hanno a che fare con la liturgia cattolica.

Botero e il sacro: gli affreschi in San Biagio e Sant’Antonio Abate

La chiesa di San Biagio e Sant’Antonio Abate è legata alla Misericordia di Pietrasanta. Una chiesa non grande, che dall’esterno si nota a malapena, ma all’interno…

Sulle due pareti laterali, navata destra e navata sinistra, si trovano due affreschi realizzati da Fernando Botero. L’artista messicano, famoso per le sue opere popolate da personaggi pingui, sia in pittura che in scultura, in questa chiesa realizza la Porta dell’Inferno e la Porta del Paradiso. All’Inferno colpiscono le figure di morti: in particolare lo scheletro femminile, tutto truccato e agghindato, che ricorda molto le credenze sulla morte tipiche del Messico (se avete visto il cartone animato Disney Coco sapete di cosa sto parlando). Tra i cattivissimi che non potranno mai avere la redenzione si riconosce il ritratto di Hitler, inconfondibile coi suoi baffetti. Per il resto invidia, lussuria, avidità sono i peccati capitali che più di tutti sono messi alla gogna, tra diavoletti e un grande Satana con le ali che guarda altrove mentre brandisce una spada e tira fuori la lingua, come in tante raffigurazioni di Giudizio Universale medievali.

Fernando Botero, la Porta dell’Inferno

La Porta del Paradiso regala un’ambientazione più rilassata e arcadica. Una Madonna pingue, ma dal volto dolcissimo che ricorda Raffaello, campeggia nella parte alta dell’affresco – alle sue spalle la bandiera del Messico. Sotto di lei si riconosce Madre Teresa di Calcutta, mentre non ho idea di chi sia l’armigero spagnolo che affronta il serpente sotto i piedi della Madonna: forse un San Michele in salsa conquistadores? L’angelo seduto a terra con la chitarrina, il vestito rosso e le alette nere non sembra avere la dignità che dovrebbero avere gli angeli: sembra piuttosto una donna per strada intenta a chiedere soldi in cambio di una sua esibizione.

Fernando Botero, la Porta del Paradiso

Pietrasanta: la città d’arte che non ti aspetti

Come dicevo in apertura, nonostante sapessi che era considerata una cittadina con vocazione all’arte, non avevo capito fino a che punto, effettivamente, l’arte non solo fosse un valore aggiunto, ma una vera e propria qualità intrinseca della città, la sua anima, ciò che la rende unica in Italia e questo sia in virtù di una tradizione ormai consolidata nei secoli che accresciutasi negli ultimi decenni. Pietrasanta e arte sono due parole inscindibili, formano un binomio e un sodalizio davvero indissolubile.

Di fronte a tanta esibizione d’arte anche internazionale, si potrebbe correre il rischio che Pietrasanta diventi una cittadina fighetta, per molti (collezionisti d’arte) ma non per tutti. Ebbene, questo timore mi è stato fugato nel momento stesso in cui sono entrata in città. Allora ho capito di essere entrata all’interno di una sobria e composta opera d’arte, e mi sono compiaciuta.

La piazza del duomo di Pietrasanta: in primo piano il Duomo di San Martino, il campanile e la chiesa di Sant’Agostino

Ti consiglio un week-end culturale in Toscana tra la Versilia, le Alpi Apuane e la Garfagnana

Pietrasanta è senza dubbio una meta di turismo culturale e lento, la cui visita si può unire ad altri luoghi dei territori limitrofi, per costruire un itinerario inedito e decisamente alternativo rispetto alle solite mete del turismo culturale in Toscana.

Per esempio, puoi decidere di risalire le Alpi Apuane partendo da Carrara fino alle cave di marmo e al piccolo borgo di Colonnata lungo la Strada dei Marmi; puoi decidere di risalire la Garfagnana, partendo da Lucca e scoprendo pian piano Borgo a Mozzano col suo Ponte del Diavolo, Castelnuovo Garfagnana e la Fortezza delle Verrucole e ridiscendendo incontrare Barga e Castelvecchio Pascoli. O ancora, puoi restare in pianura, alle spalle di Viareggio, andando a esplorare il Lago di Massacciuccoli e Torre del Lago Puccini.

Insomma, da fare non ne manca in questo fazzoletto di terra così piccolo, ma così denso, alle spalle del mare vip della Versilia.

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