La tonnara di Scopello: tutto il fascino di un antico mestiere

Spesso visitiamo i luoghi senza conoscerne la storia o la funzione: li vediamo, ci piacciono esteticamente, ma non ne approfondiamo le vicende…

Scopello e la sua tonnara: non solo una località di mare

Questo è quello che è capitato a me personalmente quando, in Sicilia, mi ritrovai nella località denominata Tonnara di Scopello: splendida caletta a pochi passi dall’ingresso della Riserva dello Zingaro, visibilissima dal borgo di Scopello (quello splendido paesino dall’alto del quale si possono godere tramonti indimenticabili), la tonnara è ormai diventata un meraviglioso angolo di mare per implacabili bagnanti, che probabilmente poco sanno di quello che qui avveniva.

tonnara di scopello
La Tonnara di Scopello vista da Scopello borgo

Perché, certo, qui avveniva qualcosa: non sono state scritte pagine di storia, non si sono progettate e combattute battaglie epocali, né si sono presi accordi politici o commerciali che abbiano cambiato le sorti del Pianeta. No, qui semplicemente avveniva la cosa più importante e fondamentale di tutte: ci si procurava da mangiare, ci si assicurava il sostentamento per tutta la comunità.

Tonni, tonnare, mattanza

Per caso mi sono imbattuta in un libro, Le vie del Mare, Palermo 2008, nel quale, tra le altre cose, si spiega il funzionamento della tonnara. Ecco che mi sono appassionata. E ora vi racconto quello che ho scoperto sulla mattanza dei tonni e sul ruolo delle tonnare in Sicilia.

tonnara di scopello
la Tonnara di Scopello

C’è un particolare periodo dell’anno in cui i tonni depongono le uova. Le femmine che si apprestano alla deposizione sono riconoscibili per il loro ventre argenteo facilmente notabile da chi della pesca ha fatto il proprio mestiere. L’uomo da sempre conosce il rito di fecondità dei tonni e da sempre studia il modo per catturarli.

Nei tempi passati, la pesca del tonno richiedeva una complessa organizzazione del lavoro che coinvolgeva tutta la comunità. Ecco così che sorgevano strutture di raccolta nonché punti di partenza come la Tonnara di Scopello. La tonnara vera e propria, però, quella nella quale si realizzava la mattanza, era una trappola predisposta in acqua. A terra si predisponevano invece tutti gli strumenti, le barche di vario tipo e dimensione, le reti e i cavi che annualmente andavano rinnovati. Una persona, il “raisi”, controllava e coordinava tutte le operazioni, depositario di un sapere che derivava da migliaia di anni di catture. La tonnara vera e propria era un’enorme rete posta in mare, tenuta fissata e aperta verso il largo. Senza entrare nel dettaglio, qui venivano fatti convergere i tonni fino a che, al raggiungimento di un ragionevole quantitativo di pesci, iniziava la mattanza. Il pescato veniva messo in botti, portato a terra, eviscerato avendo cura, però della bottarga – le pregiate uova del tonno – e decapitato, poi appeso in un locale apposito per favorirne il dissanguamento. Nulla veniva buttato del tonno: considerato il “porco del mare”, tutto veniva utilizzato, non solo le carni e le uova.

Ecco così spiegato cosa succedeva alla tonnara di Scopello ogni maggio di ogni anno finché la tonnara ha avuto vita.

Ora, se mai andrete al mare a Scopello, saprete che non è solo una bella caletta, ma che nel tempo ha avuto un ruolo importante nella vita della comunità locale.

8 pensieri riguardo “La tonnara di Scopello: tutto il fascino di un antico mestiere

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    1. Io anche mangiai al paese in alto. Dormivo invece in campeggio a Castellammare del Golfo: eravamo due studenti poveri in canna, abbiamo girato la Sicilia in tenda 🙈

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