Roma è più verde di quanto non si creda. Anzi, è probabilmente una delle città più verdi d’Europa, se si mettono insieme tutti i parchi, giardini, parchi archeologici, parchi privati e pubblici.
In questo post voglio suggerirvi alcuni parchi e giardini molto gradevoli. Ho scelto quattro parchi pubblici tra i meno noti e tre parchi archeologici di grande bellezza paesaggistica, ideali da frequentare in primavera. Armatevi di cappellino, scarpe comode, macchina fotografica e, soprattutto, lasciatevi incantare.
Orto Botanico
Gestito da Sapienza Università di Roma, l’Orto Botanico rimane nascosto, racchiuso tra Trastevere e le pendici del Gianicolo. Una vera oasi verde, dunque, inaspettata. Un’oasi verde che ama lasciarsi esplorare e scoprire, sentiero dopo sentiero, serra dopo serra. Già, le serre: quelle delle piante grasse sono le più suggestive, sarà perché mia madre è collezionista ed esperta di piante grasse e quindi mi ha instillato se non la passione, quantomeno l’occhio nel distinguerle.
L’Orto Botanico sembra piccolo ma non è, perché abbraccia le pendici del colle Gianicolo. Le sue conifere altissime e immense, ma anche le sue palme altissime – a seconda di quale parte dell’Orto stiamo percorrendo, ci indicano la via. L’Orto Botanico di Roma è una passeggiata nel verde in cui il tempo si ferma, lo spazio non esiste, e si può essere ovunque e da nessuna parte allo stesso tempo: non è Roma, ma siamo a Roma. Consigliatissimo quando si vuole inseguire una certa sensazione di straniamento, per isolarsi dal resto del mondo.
Accesso: 5 €
Roseto Comunale
Aperto stagionalmente, questo giardino sulle pendici del colle Aventino che discendono verso la valle del Circo Massimo da aprile a giugno si colorano delle fioriture delle rose. E che rose: rose da collezione, provenienti dai roseti di tutta Europa, tra ibridi, cultivar e chi più ne ha più ne metta, ogni pianta fiorita racconta una storia, coloratissima, a tratti vivida a tratti sfumata. Rose provenienti da ogni parte d’Europa, dall’Italia, dal Belgio, dalla Germania, dall’Olanda… Una passeggiata nel Roseto comunale non è semplicemente uno svago, ma può diventare, per l’occhio attento, una caccia alla cultivar più bella, alla variante più delicata, al fiore più profumato. Oppure, si può decidere di riposare all’ombra di una siepe di roselline bianche e gialle, che donano ombra e profumo.
Accesso libero entro le date di apertura (primavera-estate)
Giardino degli Aranci
Poco distante dal Roseto Comunale, questo giardino pubblico è una terrazza che guarda sul panorama di Roma fino al Cupolone di San Pietro. Attraversato da Viale Nino Manfredi, è quanto di più romano autentico si possa vedere qui nel raggio di km. Ma già che stiamo qua, dopo esserci goduti la freschezza delle zagare in fiore, magari percorriamoci tutto l’Aventino, andiamo a scoprire le basiliche paleocristiane che vi sorgono, fino ad arrivare al famoso “Buco della serratura” attraverso il quale, guardando, San Pietro sembra incredibilmente vicina. Vi consiglio tutto ciò in un post apposito dedicato proprio al colle Aventino.
Accesso libero
Villa Celimontana
Nella villa ha sede la Società Italiana di Geografia completa di una biblioteca che io posso solo sognare di frequentare (mica perché sia inaccessibile, ma perché non ho il tempo materiale di frequentarla, con mio grande dispiacere). Qui però voglio parlare del giardino, un’autentica oasi verde sul colle Celio, alle spalle del Parco archeologico del Celio che ospita il Museo della Forma Urbis. Il giardino è ampio, vi si cammina, passeggia, corre liberamente. L’accesso è libero, ma ogni tanto, soprattutto in estate, ospita manifestazioni come il Festival del Viaggio: location perfetta per un evento del genere.
Accesso libero
Passeggiate archeologiche: Appia antica
Tra il terzo e il quinto miglio dell’Appia si sviluppa una passeggiata meravigliosa lungo la via basolata più famosa e meglio conservata di Roma. Una passeggiata che possiamo far partire dalla Villa di Massenzio e che intercetta sul suo cammino il Mausoleo di Cecilia Metella/Castrum Caetani, il complesso di Capo di Bove, fino ad arrivare a Villa dei Quintili, percorrendo l’antica strada che in uscita da Roma correva verso Capua dapprima, e poi da qui verso Brindisi attraverso Benevento, accompagnati dallo sguardo antico e sereno dei monumenti funerari, più o meno ben conservati, più o meno grandi e fastosi.
Tutto il percorso della via Appia è stato iscritto nella lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità UNESCO. Nel tratto romano è stata percorsa da fior di viaggiatori e appassionati di antichità, da Goethe a Chateaubriand, da Canova a Lord Byron; oggi è percorsa da pedoni, da ciclisti e da chi vuole fare passeggiate a cavallo. Tra gatti indiscreti e il fruscio del vento tra le frasche, una passeggiata sull’Appia è un’esperienza senza tempo, che rimette in pace con se stessi e col mondo circostante.
Ho parlato più diffusamente di questa bella passeggiata archeologica qui: Passeggiate romane: lungo la via Appia antica
Accesso libero – ogni sito e complesso monumentale ha il suo biglietto. Scopri di più su: portale.museiitaliani.it.
Passeggiate archeologiche: il Parco degli Acquedotti
Un’altra passeggiata archeologica estremamente suggestiva è quella che si svolge all’ombra degli antichi acquedotti romani. Poco lontano dall’Appia, lungo l’antico tracciato della via Latina che qua e là emerge col suo basolato, un grandissimo parco è caratterizzato dal passaggio delle lunghe arcate degli acquedotti romani, rimasti in piedi dopo più di 2000 anni, a testimonianza della grandezza dell’ingegneria romana. Il paesaggio è davvero suggestivo, la passeggiata piacevolissima in primavera: l’ideale è organizzarsi per fare un picnic all’ombra delle arcate o poco distante da esse, e godersi l’atmosfera bucolica che un gregge di pecore di passaggio improvvisamente crea. Meraviglioso abbandonarsi così nella natura.
Ho parlato più diffusamente del Parco degli Acquedotti qui: Dove passare una domenica a Roma: il Parco degli acquedotti
Accesso libero.
Passeggiate archeologiche: Ostia antica
Sorta anticamente alla foce del Tevere, oggi l’antica città romana di Ostia antica sorge a 4 km circa dal mare. Il territorio all’intorno è a campi coltivati e pinete, ma è varcando l’ingresso dell’area archeologica che ci si immerge in un mondo totalmente altro: l’antica via Ostiense ci conduce in città, una città che possiamo visitare davvero secondo le categorie attuali: c’è il teatro, ci sono i ristoranti, ci sono le case private, gli edifici di culto, le terme… Molto più grande per estensione degli scavi di Pompei, Ostia antica è un’immersione totale nella vita quotidiana di duemila anni fa.
La passeggiata attraverso le rovine è resa piacevole anche dalla cura del verde: pini, cipressi, alberi di Giuda, la cui fioritura dura poco, ma è intensissima, caratterizzano il paesaggio e regalano romantici scorci e vedute.
Parlo diffusamente di Ostia in altri post su questo blog, dove potrai approfondire, se ti interessa visitarla:
- Visitare l’area archeologica di Ostia antica: 15 attrazioni da non perdere
- Ostia antica: 7 cose da sapere sulla città che fu la porta di Roma
- #discoverOstia: alla scoperta di Ostia antica
Accesso: 18 €; i ragazzi fino ai 18 anni entrano gratis; fino ai 25 anni 2 €. Scopri di più su https://www.ostiaantica.beniculturali.it/it/orari-e-tariffe/
Spero con questo post di aver regalato qualche suggestione primaverile. Roma è bella in tutte le stagioni, ma in primavera ancora di più.
















Essendo nata e cresciuta a Roma, non posso che confermare che sono tutti luoghi bellissimi, che anche io amo visitare. Aggiungo un altro parco stupendo, Villa Doria Pamphilj