Tết Nguyên Ðán: come si festeggia il Capodanno lunare in Vietnam

Bandierine, bandierine rosse ovunque. Bandierine con la stella gialla a cinque punte – la bandiera vietnamita – e bandierine con la falce e martello – simbolo del Partito Comunista al potere. Bandierine che sono attaccate, come fossero stelle filanti, tra gli alberi dei viali di Hanoi, muovendosi al vento e facendo festa. Bandiere agli angoli delle strade, bandiere agli incroci.

Questa è solo una delle espressioni, dei preparativi anzi, per il Tết Nguyên Ðán, chiamato più brevemente Tết, il Capodanno lunare che si basa sul capodanno cinese e che è la festa più importante del Vietnam, più importante anche del giorno dell’Indipendenza, il 2 settembre 1945, istituito da Ho Chi Min, il grande leader politico e capostipite del Partito Comunista in Vietnam dalla fine della II Guerra Mondiale in poi.

bandierine tet hanoi
Una via centralissima di Hanoi decorata con le bandierine per il Tết

Quest’anno, 2026, il Tết cade il 17 febbraio, stesso giorno del Capodanno cinese. Il 17 febbraio il Vietnam, come la Cina, entrerà nell’Anno del Cavallo e infatti molte decorazioni per le strade e nei negozi hanno il cavallo come protagonista. Tuttavia Capodanno lunare Vietnamita e Capodanno Cinese non coincidono, e anzi ogni 23 anni (prossimamente il 2030) il Tết si festeggerà un giorno prima del capodanno cinese.

Inoltre i festeggiamenti hanno natura ed esiti diversi.

Un manifesto per il Tết– Ho Chi Min City, Strada dei libri

Una tradizione unica e importante

Paragonabile – per la sua rilevanza sociale – al nostro Natale, proprio come per la nostra festa, infatti, l’atmosfera si respira nelle strade e nei negozi: le bandierine cui mi riferivo più sopra, ma anche le vetrine di negozi e hotel, le luci (in città come Ho Chi Min City), parlano di un’attesa, quella della festa. Festa che, però, si festeggia soprattutto in casa.

La festa inizia già una settimana prima, come racconta Travel Sense Asia sul suo account instagram: il 23° giorno dell’ultimo mese lunare, ogni famiglia celebra il rito degli Dei della Cucina (in vietnamita Ong Tao): gli dei in questo giorno infatti lasciano la casa per raccontare all’Imperatore di Giada cosa è successo alla famiglia nel corso dell’anno. Le famiglie preparano offerte e acquistano carpe vive, considerate il mezzo di trasporto magico usato dagli dei per volare in cielo. Dopo la cerimonia le carpe vengono liberate nei fiumi e nei laghi, anche in città: per questo se ne vedono spesso nelle acque di laghetti, fontane e fiumi!

Una folla di Carpe a Hue: chissà se sono state liberate l’anno scorso in occasione della cerimonia degli Dei della Cucina!

I Vietnamiti amano festeggiare il Tết a casa propria. Il cenone della sera e il pranzo del giorno dopo sono veri e propri momenti sacri. I bambini ricevono dei soldi fortunati in regalo e poi si mangia in famiglia. Così, paradossalmente, le città, come Hanoi o Ho Chi Min City, così caotiche e piene di traffico di motorini tutti i giorni dell’anno, il giorno del Tết si svuotano, perché restano tutti a casa: il miracolo del Tết.

Allestimenti per il Tết all’aeroporto di Hue

La festa è importante perché è l’occasione per onorare ancora più del solito i propri antenati: in Vietnam in tutte le case vi è un angolino destinato a tempietto per il culto degli antenati: a volte basta una mensola e una foto, in altri casi è un vero e proprio altare. Ciò che non manca è un vaso con gli incensi che quotidianamente vengono bruciati, il fumo spinto verso l’anima dei propri cari trapassati. Il Capodanno Lunare è l’occasione per celebrare – tutta la famiglia dei vivi riunita – gli antenati in maniera completa, per rinnovare quindi i legami con i familiari e per augurarsi un futuro prospero. Siccome il Tết è l’occasione perché rientri in famiglia anche chi per lavoro si è trasferito in altre città o regioni, ecco che persino la pulizia e la preparazione della casa diventano un rituale di attesa, attraverso il quale si scacciano gli spiriti maligni e si liberano gli ambienti dalle energie negative, pronti per accogliere il momento di rinnovamento e di speranza per il futuro che la festa comporta.

Un cartellone luminoso nella notte di Ho Chi Min City annuncia il Tết 2026

Visitare il Vietnam nelle settimane precedenti il Capodanno Lunare permette di vedere le decorazioni per strada, le vetrine – talvolta kitsch – di negozi e hotel, le confezioni regalo – in tutto e per tutto pari ai nostri cesti natalizi – nei supermercati. Tutto sul tema del rosso, colore fortunato e simbolo del Tết. Ma si può assistere anche a un fenomeno particolare: quello delle fanciulle vestite con l’Áo dài, l’abito tradizionale, che vanno nei luoghi più belli, romantici, monumentali, suggestivi della propria città a farsi scattare fotografie.

Su quest’aspetto vale la pena di spendere qualche parola in più.

Fanciulle in Áo dài per farsi fotografare

L’anno vecchio scorre ormai via, l’anno nuovo sta per iniziare. Le fanciulle indossano il loro abito migliore per immortalare questo momento di passaggio. Se negli ultimi anni il fenomeno ha come sbocco i profili instagram di queste giovani e bellissime ragazze, in realtà l’esigenza di farsi ritrarre in fotografia per la fine/inizio anno è precedente; poi, naturalmente, i social l’hanno enfatizzata e ne hanno accresciuto l’interesse e la portata. Risultato: i monumenti o i panorami più iconici sono presi d’assalto da studentesse e giovanissime che, in qualche caso accompagnate dalle amiche, in altri seguite da fotografo professionista e truccatrice, indossano il loro abito migliore e si mettono in posa, talvolta evocativa, spesso sognante. Il tutto ha creato un certo business: a Hue abbiamo notato la presenza, fuori dalla cittadella imperiale – monumento che fa da sfondo a questo vero e proprio rituale moderno – di truccatrici estemporanee, in grado di ritoccare il trucco alle giovani tra uno shooting fotografico e l’altro. Nel tempio della Letteratura di Hanoi uno spazio, vicino ai bagni, era riservato a spogliatoio per le ragazze che volessero addirittura fare il cambio d’abito tra uno shooting e l’altro.

ragazze vietnamite in Ao Dai
Ragazze vietnamite indossano l’Ao Dai, Hoi An

Ne abbiamo incontrate di bellissime, da nord a sud del Vietnam, tutte quasi timide e impacciate nel guardarsi intorno, ma poi estremamente sicure di sé nel mettersi in posa, nello sfidare la fotocamera sostenendo lo sguardo, accennando un sorriso, annusando un ramo di fiori.

Ma che cos’è l’Áo dài‘? E’ per l’appunto l’abito tradizionale femminile, che consiste in una lunga veste di seta aderente sul busto e larga sulle gambe, dov’è aperta sui lati per mostrare il pantalone al di sotto. L’origine del vestito è piuttosto antica, tuttavia è stata canonizzata nell’attuale forma negli anni ’50 da alcuni stilisti di Saigon. L’uso ne fu deprecato dal Partito Comunista, ma il modello ha avuto un revival inarrestabile a partire dagli anni ’90 e oggi è ancora estremamente popolare: per le sue forme, aderentissimo sopra, ampio nella parte inferiore, ma spaccato qualche cm sopra l’orlo dei pantaloni, solitamente le vietnamite si fanno confezionare l’Áo dài su misura, e non è raro incontrare nei mercati (ad esempio a Ho Chi Min City, ma anche a Hoi An) sarti che realizzano su misura il tuo Áo dài a partire dalla stoffa che scegli tu. I colori degli abiti sono vari: le fanciulle scelgono, con alcune eccezioni, principalmente il bianco o le tinte pastello e floreali.

Ci sono poi fanciulle che non scelgono l’Áo dài per le proprie foto di capodanno, ma che indossano l’abito tradizionale della propria etnia di riferimento. In Vietnam convivono diverse minoranze etniche – minorities le chiamano – ciascuna contraddistinta dal proprio abito. Eccone alcune:

E i fiori?

Il fiore di pesco è per eccellenza il fiore simbolo del Tết. Rami di fiori rosa, ancora boccioli, sono già in vendita nei mercati qualche settimana prima del giorno di capodanno. Insieme ad essi il fiore biancogiallo dell’albicocco, ma anche i crisantemi gialli sono abbinati a questa festa nazionale.

I crisantemi sono coltivati in maniera estensiva nel sud del Paese, nell’ampia e florida regione agricola del delta del Mekong. Qui i particolare, i campi coltivati di Gia Kiem diventano enormi distese gialle a perdita d’occhio durante la stagione della fioritura. E anche la raccolta, che avviene nel periodo immediatamente precedente il Tết, è un vero e proprio rituale degno di festeggiamenti.

crisantemi in fiore vietnam tet
Crisantemi in fiore decorano gli allestimenti del Tết (Ho Chi Min City)

E la cucina? Che si mangia durante i festeggiamenti del Tết?

La cucina vietnamita è estremamente variegata e ricca. Alcuni piatti sono specifici per il cenone del capodanno lunare: il Bánh Chưng” o “Bánh Tét” è una torta di riso glutinoso con maiale e fagioli, simbolo di unità familiare; il “Thịt Kho Tàu” è maiale stufato con uova e latte di cocco; “Mứt Tết” infine è la frutta candita, come zenzero, cocco, mango, jackfruit, servita con il tè (quello, ottimo, prodotto nelle montagne dell’Hoang Su Phi, per esempio).

Spero, con questo post, di averti fatto immergere nell’atmosfera festosa del capodanno lunare vietnamita, il Tết. Io personalmente non sapevo nulla di questa festa e delle sue implicazioni sociali, tradizionali e familiari, ed è stato piacevole imbattermici e osservarle da fuori.

Il viaggio in Vietnam è stato per me molto istruttivo e interessante. L’ho vissuto insieme alle Travel Blogger Italiane Paola Bertoni di Paola in viaggio, Cristina Lamardini di Vi do il Tiro, Annalisa Spinosa di Tre valigie, Veronica Merigi di Oggi dove andiamo? e Marina Fiorenti di The travelling Petsitter, e grazie al tour operator Travel Sense Asia che ha confezionato per noi un itinerario alla scoperta di questo meraviglioso Paese, accompagnandoci passo passo in tutte le sue tappe.

12 pensieri riguardo “Tết Nguyên Ðán: come si festeggia il Capodanno lunare in Vietnam

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  1. La prossima volta in Vietnam dobbiamo farci fare anche noi il servizio fotografico in abito tradizionale, tanto ormai siamo espertissime delle pose richieste!

  2. Mi colpisce come questa festa sia così ricca di significato, tra tradizioni familiari, decorazioni colorate e rituali di buon auspicio. Ora aspetto le foto delle travel blogger italiane nel prossimo viaggio con gli abiti tradizionali, come dice Paola!

    Saretta Bontempi

  3. Che bello leggere un racconto così autentico del Tết Nguyên Đán. Da mamma e appassionata di viaggi in famiglia, mi colpisce sempre quanto questa festa metta al centro il valore degli affetti e delle radici. L’idea che intere città si fermino per permettere a tutti di tornare a casa racconta molto della cultura vietnamita e dei suoi ritmi profondi. È proprio in momenti come questo che si riesce a cogliere l’anima più vera del Vietnam, fatta di tradizioni, spiritualità e un forte senso di identità culturale.

    1. Vero. Tutta la ritualità che c’è dietro il Tết racconta quanto siano ancora vive le tradizioni antiche, nonostante i toni pop delle insegne o dei cartelloni che si incontrano nelle città

  4. Nel telefono ho più foto delle ragazze in ao dai che mie ormai! Ma quanto ho amato fotografarle in quelle pose deliziose, con quei vestiti colorati o candidi, su cui abbinavano preziosi ventagli o meravigliosi fiori decorativi? Peccato aver lasciato la nazione prima dell’inizio del Tet, mi sarebbe piacituo vivere l’atmosfera così da vicino.

  5. Le ragazze in abiti tradizionali sono bellissime! E la tradizione di farsi fotografare in occasione del Tét avrà reso i luoghi più pittoreschi decisamente presi d’assalto da vere e proprie troupes fotografiche. Mi piacerebbe tornare in Vietnam per quell’occasione, le città hanno sicuramente una veste diverse e poi… Hanoi senza motorini per um giorno.. non riesco quasi a immaginarla!

    1. La maggior concentrazione di ragazze in Ao Dai con fotografi al seguito l’abbiamo trovata al tempio della letteratura di Hanoi e a Hué. Mi ha colpito il contrasto tra gli abiti bellissimi e poi le scarpe che erano Crocs bruttissime 😂

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