Non so voi, ma io amo i presepi.
Mi piace l’idea di poter costruire nuovi mondi, nuovi paesaggi, nuove situazioni. Mi piace osservare i dettagli dei personaggi disposti nello spazio, mi piace immaginare un racconto dietro le azioni che le singole statuine rappresentano: perché quelle pecore se ne stanno in disparte rispetto al pastore? Perché la gente in taverna sta a gozzovigliare? Non la vede la capanna lì vicino con la Madonna, San Giuseppe, il bue, l’asinello e il Bambin Gesù?
Certi presepi sono diventati per noi iconici, come quello che ogni anno, sempre nuovo, viene allestito in Piazza San Pietro in Vaticano. Finalmente ho potuto vederlo dal vivo, di notte: un’emozione grande.
Una cosa mi è da sempre chiara: nei presepi la Sacra Famiglia non è la protagonista, ma la scusa per dare vita davvero a realizzazioni spettacolari, fantasiose, sfarzose.
Da quando San Francesco realizzò a Greccio il primo presepe vivente, l’Italia ha visto nascere una tradizione duratura e variegata di presepi. Tra tutti, sono notissimi gli artigiani di Napoli che in via San Gregorio Armeno hanno le loro botteghe zeppe di personaggi e di elementi architettonici e coreografici.
A proposito: se non conoscete i personaggi del presepe napoletano, in questo post su My Take It ho parlato delle figure principali del presepe napoletano.
Qui però non voglio parlare dei presepi napoletani, ma di altri particolarissimi presepi che si trovano sparsi per l’Italia, e voglio raccontare perché merita vederli.
La cappella del presepe nella cattedrale di Matera
Si tratta di un grande presepe in pietra che risale al XVI secolo e che si colloca in una cappella laterale della cattedrale di Matera, la prima che si incontra entrando dal lato del Museo Diocesano annesso: sopra l’altare è realizzata una grotta all’interno della quale trova posto la Sacra Famiglia col bue, l’asino e angeli; al di sopra della grotta sono i pastori con le pecore e i Re Magi a cavallo.
L’effetto è d’impatto, soprattutto perché mai ci si aspetterebbe un’opera del genere e fissa in una cattedrale: di solito infatti i presepi sono stagionali, invece a Matera questo è fisso. Ed è molto suggestivo.
Puoi approfondire Matera nel post che ho dedicato alla città dei Sassi.
Il Museo del Presepe di Imperia
Detto così sembrerebbe un museo dedicato ai presepi e invece è un museo dedicato a un solo grande presepe. Il Museo del Presepe di Imperia espone infatti le 113 statuine realizzate dallo scultore genovese Anton Maria Maragliano su commissione della famiglia nobile Berio di Porto Maurizio nel XVIII secolo. I personaggi sono abbigliati secondo il costume della Genova settecentesca, per cui l’interesse notevole di questa opera, oltre che il valore artistico intrinseco, è quello di fotografarci la società genovese del Settecento: Porto Maurizio all’epoca infatti era un possedimento della Repubblica Genovese. Un giro nel suo centro storico, il Parasio, vi farà vedere come era articolato questo borgo sul mare, con ricchi palazzi, chiese e conventi. Il Museo del Presepe si trova di fronte al Duomo di Imperia Porto Maurizio, proprio alle pendici di questo bel centro storico.
Per scoprire altri presepi nella provincia di Imperia potete leggere questo accuratissimo post di Elisa di Piccoli Grandi Viaggiatori: vi farete una cultura!
Il presepe nel bosco di Viganego Bargagli
Nel bosco di questo paesino dell’entroterra di Genova non ci sono gnomi o folletti fatati, né tantomeno il villaggio di Babbo Natale. L’unico villaggio che è ricostruito è quello del presepe che ricostruisce mestieri e ambientazioni di un paese della montagna genovese dell’800. Mulini, attività artigianali e della pastorizia: si racconta la vita dei pastori genovesi, rappresentando attraverso di essi i pastori che secondo la tradizione andarono a rendere omaggio a Gesù Bambino. L’ambientazione nel bosco, poi, rende tutto più magico. Il presepe si trova nel boschetto vicino alla chiesa parrocchiale del paesino di Viganego Bargagli.

Il presepe subacqueo di Peschiera del Garda
Ho avuto il privilegio di assistere qualche anno fa alle prime fasi dell’allestimento di questo presepe: i sommozzatori del Sub Club Peschiera si calano nelle gelide acque di un canale sul lago di Garda e posizionano le grandi figure, in metallo ma verniciate di vernice riflettente, e compongono il presepe. Si tratta di un’operazione complessa, che richiede calma e maestria. Questa pratica è piuttosto recente, il Sub Club Peschiera infatti realizza il presepe dal 1980. È un presepe silenzioso, pacato come le acque del lago, luminoso come la stella cometa.
Il presepe sommerso di Laveno Mombello
Anche il Lago Maggiore ha il suo presepe sommerso. Anche in questo caso si deve all’iniziativa di un Sub Club, quello di Laveno (VA), che dal 1979 colloca nelle acque antistanti la piazza principale di Laveno il suo presepe. Nelle prime edizioni c’erano solo le tre statue principali, Madonna San Giuseppe e Bambin Gesù, ma poi con gli anni si sono aggiunte le altre, fino ad arrivare a più di 40 statue che animano le acque di quest’angolo del Lago Maggiore. Le statue sono scolpite nella pietra bianca di Vicenza e sono collocate su piattaforme metalliche che vengono calate in acqua e sono illuminate di notte, perché si possa godere la vista anche in notturna.

Il presepe rinascimentale di Camoggiano, a Palazzo Vecchio, Firenze
A Palazzo Vecchio a Firenze, nella Sala delle Udienze è esposto nel periodo di Natale 2022-2023 il Presepe di Camoggiano (solitamente è conservato presso il Museo Diocesano di Santo Stefano al Ponte, Firenze). Si tratta di un presepe in statue di terracotta dipinta realizzato intorno al 1510, in piena età rinascimentale, per la chiesa di Sant’Andrea a Camoggiano, nel territorio di Barberino di Mugello (FI). Si compone di 10 statue delle quali la più alta è quella di San Giuseppe, 80 cm. Tutte sono contraddistinte da una certa grazia e attenzione all’atteggiamento psicologico dei personaggi: così la Madonna è particolarmente dolce e pia, mentre il pastore alla sua destra sembra piuttosto contrito.
L’autore è Benedetto Buglioni, artista che fu piuttosto importante a Firenze, tanto da far parte della Commissione che doveva stabilire dove sarebbe stato posto il David di Michelangelo; egli fu allievo dei fratelli Luca e Andrea della Robbia, considerati i più grandi scultori su terracotta e ceramica invetriata del Rinascimento. Si sganciò da loro, però, uscendo così da Firenze e lavorando per committenze anche diverse da quella medicea. Questo presepe si inserisce nella fortunata produzione di sculture di arte sacra in terracotta proprie del Rinascimento, molto amate anche dal popolo per i loro colori accesi e la loro immediatezza e l’impatto emotivo che suscitavano in chi le osservava (una discreta collezione è esposta al Museo Stefano Bardini, di cui ho parlato in questo post).
Per approfondire Palazzo Vecchio ti lascio un link alle cose più curiose che troverai nel corso della visita.
Il presepe della Basilica dei SS. Cosma e Damiano, Roma
Lungo via dei Fori Imperiali, tra la Basilica Emilia e la Basilica di Massenzio si trova la bella chiesa paleocristiana dei SS. Cosma e Damiano: una chiesa antica, di VI secolo d.C. che racconta di un’epoca in cui la religione cristiana si appropriava degli spazi che un tempo erano stati il fulcro della Roma imperiale: ingloba infatti il cosiddetto Tempio di Romolo voluto da Massenzio all’inizio del IV secolo d.C. Dedicata a due santi martiri del IV secolo d.C., è il primo edificio di culto cristiano a sorgere nei pressi del foro (l’altra chiesa molto antica che sorge nel Foro romano è Santa Maria Antiqua) e i suoi mosaici paleocristiani sono notevoli. La chiesa cresce, nel XVI secolo le si annette un convento di frati francescani. All’interno di esso, dal Settecento si trova uno splendido grande presepe di stile napoletano. L’ambientazione è pertinente al luogo: la capanna è ricavata tra le colonne del Foro romano e tutto un esercito di figure si affastella intorno, in uno spazio ampio che occupa buona parte della stanzina nella quale è esposto.
Per approfondire: Dove trovare il presepe napoletano a Roma
Il presepe scampato al terremoto di Occhiolà
Ci trasferiamo nella Sicilia orientale, a Occhiolà, dove nel gennaio del 1693 il più grande terremoto che la Sicilia ricordi rase al suolo il paese e metà della sua popolazione, rifugiatasi in chiesa a pregare.
Da quel giorno nefasto che cancellò completamente il borgo nacque, a pochi km di distanza, la città ideale di Grammichele, costruita a pianta esagonale. Il borgo di Occhiolà fu abbandonato e visitarlo oggi – è un parco archeologico, anche perché la sua storia risale almeno al VI secolo a.C. – mostra quanto la furia della terra non abbia lasciato che poche pietre in piedi. Scavi archeologici sono stati realizzati negli anni. Uno scavo, particolarmente fortunato, ha portato in luce l’atelier di un ceramista: a dimostrarlo ceramiche, scarti di lavorazione e le statuine in ceramica di un presepe.
Questo presepe oggi è esposto al Museo Civico di Grammichele: le figurine che si conservano sono tante, a partire dallo scantato, che si regge la pancia e ha gli occhi spiritati per lo spavento che si è preso nel vedere la Stella e la sacra Natività; c’è la Madonna, bionda, c’è la classica pastorella che porta l’acqua della fonte sulla spalla, c’è l’angelo di cui sono rimasti solo ali e piedi. Non ha un’ambientazione, anche se in museo hanno provato a ricostruirla. Eppure è perfetto così, perché racconta nella sua cruda essenzialità, la tragedia di quella domenica di gennaio in cui la terra tremò e tutto crollò. Non è, in parole povere, un presepio artistico. Piuttosto, è una testimonianza di arte popolare, che è più importante come documento storico che non come contesto artistico.
Per approfondire la conoscenza di Occhiolà e Grammichele ti lascio il link al mio podcast su Loquis.
Questi sono solo alcuni tra i bellissimi presepi di cui l’Italia è piena. E voi avete qualche presepe cui siete particolarmente affezionati, o che consigliereste di vedere? Ditemelo nei commenti, oppure sulla pagina fb di Maraina in Viaggio!
E con questo post vi auguro Buon Natale!

















Beh, anche se si tratta di un presepe vero, non posso non parlarti del magico Presepe Vivente del mio paese 😊 Un percorso emozionante tra personaggi ormai scomparsi, odori e profumi del passato! Lo racconto qui 👉 http://www.lovecetraro.it/la-magia-del-presepe-vivente/
Che bello! Grazie per avermelo segnalato! La ricchezza delle tradizioni italiane legate al presepe è incredibile!
La tua descrizione invita a recarsi nei luoghi da te indicati per vedere queste opere particolari.
Grazie! A me i presepi piacciono tanto, ma ne vedo sempre troppo pochi, ahimè!
Da bambina adoravo i presepi, con il mio ci giocavo e sarei rimasta affascinata davanti a presepi come questi. Oggi hanno meno fascino su di me, ma sono indubbiamente belli.
Quello di San Pietro è stato da sfondo alle mie fotografia di matrimonio sai??
Anche io sono appassionata di presepi, è stato bello poter leggere di tutti questi presepi particolari! Quello di Laveno Mombello non è nemmeno troppo lontano da casa nostra
Io amo proprio i presepi, più sono elaborati e più mi piacciono. Qui ne ho raccolto solo alcuni tra i più particolari nei quali mi sono imbattuta
Anch’io adoro i presepi! Lo scorso anno sono stata a Crodo a visitare delle splendide installazioni sull’acqua!
Crodo? Non conosco!!!
Io non sono una grande fan del Natale. A casa mia non entrano nè alberi nè presepi. Mio marito è peggio di me, quindi se non fosse per amici e parenti non ci ricorderemmo neanche del Natale. Eppure abbiamo un debole per i presepi. Come dici benissimo tu dev’essere proprio la curiosità nell’esplorare nuovi mondi e soffermarsi ad osservare.
Sì, l’attrazione per i presepi a me viene dall’osservazione di tantissimi presepi, perché sono tutti estremamente elaborati. Se ci fai caso, in genere la capanna con Gesù bambino è il punto meno visibile di tutto il presepe perché l’attenzione è portata a tutti gli altri dettagli… Le botteghe degli artigiani, le case, il paesaggio… È tutto fatto per costruire un mondo, un paesaggio diverso, un territorio, e io fin da bambina in questo mondo inventato mi ci perdevo.