Tre borghi da visitare nelle Langhe: Barolo, La Morra, Verduno

Barolo, La Morra, Verduno: tre piccoli borghi che sorgono in un territorio di pochi km quadrati, dove le colline pettinate a vigneti sono marcate qua e là da casolari e architetture di design che ospitano le cantine di produzione dei vini di queste terre: il Nebbiolo innanzitutto, che diventa Barolo, tra i rossi; la Nascetta tra i bianchi. E il Pelaverga, vitigno sconosciuto ai più, ma interessante espressione di questa regione.

Ognuno di questi tre borghi ha una storia da raccontare. Magari davanti a un buon bicchiere di vino.

Un bel bicchiere di vino con vista su vigne nelle Langhe è quello che ci vuole! PS: l’astemia pentita non sono io, ma il nome del locale…

Barolo: la “Montecarlo” delle Langhe

Un paesino che è un gioiellino. In fondovalle, dominato dal bel castello che di notte si illumina coi colori della bandiera dell’Italia, mentre di giorno i toni del rosa delle sue murature e dei suoi finestroni disegnano l’intera immagine del borgo, elegante, in salita ma non troppo, con qualche enoteca/bar/winebar senza che sia (ancora) stato trasformato in un borgo finto (il pensiero va al piccolo borgo di Bolgheri, in Toscana, che ormai è più simile a un centro commerciale che a un borgo medievale).

Barolo: la piazzetta antistante il castello è dominata da due chiesette rosa

Il castello dei conti Falletti – gli antichi feudatari di queste terre – ospita il Museo del Vino, o meglio Wine Museum, WIMU, museo etnografico (turistico), artistico e multimediale che accompagna in un percorso immersivo, emozionale e sensoriale alla scoperta del vino.

Un appunto sui conti Falletti: questa famiglia fu feudataria per secoli non solo di Barolo, ma dell’intero territorio, tant’è che poco distante da Barolo si incontra lungo la via il paese di Castiglione Falletto: evidentemente questa famiglia, i Falletti, doveva essere piuttosto influente e doveva possedere e controllare un territorio piuttosto esteso.

Ma torniamo a Barolo. Oltre al vino, in estate questo piccolo borgo organizza un festival musicale che richiama anche ospiti internazionali, il Collisioni Festival: si tiene solitamente d’estate e nel corso degli anni ha ospitato artisti anche internazionali, come Robbie Williams, mentre quest’anno (2022) ci sono stati Blanco e la Rappresentante di Lista, per dirne un paio.

Passeggiando per le vie di Barolo

L’unica nota negativa, se ce ne può essere una, è l’impressione di trovarsi nella Montecarlo delle Langhe: perché nei localini i prezzi per un bicchiere abbinato a un tagliere sono davvero eccessivi per il reale quantitativo di vino servito nel bicchiere.

Se vogliamo degustare vino del territorio in tranquillità, ho io il posto giusto: dobbiamo percorrere davvero pochi km, e raggiungere La Morra.

La Morra: la terrazza sulle Langhe

Diversamente da Barolo, La Morra si trova su un poggio, dal quale si domina tutta la vallata e il territorio collinare circostante. La strada a curve dolci conduce dal fondovalle fino in cima, ma per raggiungere la grande piazza/terrazza da cui godere del panorama, bisogna percorrere le ultime decine di metri in salita a piedi.

La grande piazza del borgo de La Morra è a tutti gli effetti una terrazza dalla quale lo sguardo spazia su tutte le Langhe e sui numerosi borghetti e castelli che la costellano. E’ il punto di incontro, il salotto del paese, anche se – diciamolo pure – le persone vengono qui non per ammirare il panorama, ma per bere vino!

Il panorama sulle Langhe visto dalla piazza/terrazza di La Morra

Dalla piazza si prende una via che scende verso la Cantina Comunale, dove si possono acquistare i vini prodotti da tutte le cantine, aziende agricole, viticoltori del territorio di La Morra. Uno di quei posti in cui si può tranquillamente rischiare di passare la giornata.

Poco oltre si incontra una piazzetta su cui affacciano le due chiese di San Rocco e di San Martino, dalle caratteristiche facciate rosse in mattoni, ma elaborate, con colonne, timpani, frontoni e architravi, come se fossero in marmo! Qui nei pressi si apre il locale che ci ha conquistato sia per la gentilezza del personale che per la bontà dei vini: la Vineria Sociale. Qui ho assaggiato per la prima volta la Nascetta, ovvero il vino bianco ottenuto dall’omonimo vitigno a bacca bianca prodotto qui nelle Langhe.

La piazza de La Morra al tramonto

La Morra e le sue attrazioni: la panchina gigante e la Cappella delle Brunate

Nel territorio di La Morra, poco distante dal paese, si trovano due delle attrazioni più ricercate dai turisti. Una è la Panchina Gigante Rossa, detta anche Panca della Serenità. Va detto che le big bench, ovvero le panchine giganti, sono nate proprio in Piemonte, nelle Langhe, a Clavesana, per opera di un designer americano, Chris Bangle. Da quella prima panchina, che Bangle ha realizzato nella sua tenuta, le panchine giganti si sono moltiplicate e non solo in Piemonte. Quella di La Morra guarda sul territorio coltivato a vigneti. Starci seduta sopra è buffo: mia nipote ha visto una foto in cui io sono seduta lì sopra e mi ha detto “Zia Marina! Ma qui sei piccola!”. E forse il senso è proprio questo: tornare bambini, per guardare il paesaggio con gli occhi della meraviglia.

Ha ragione mia nipote: sembro una bimba piccola qua sopra!

L’altra grande attrazione, ben più nota, è la Cappella delle Brunate. Nota anche come Cappella del Barolo, è una chiesa piccolissima e coloratissima, posta su una via stretta che risale una collina. Inizialmente doveva essere la Cappella di Santa Maria delle Grazie, ma non è mai stata consacrata. Nel 1999 gli artisti Sol Lewitt e David Tremlett l’hanno dipinta dandole l’aspetto attuale. In realtà però la cappella fu costruita nel 1914 dai contadini e vignaioli che la usavano più come riparo in caso di intemperie che come luogo di culto. Nel corso del tempo era caduta in disuso ed era pressoché abbandonata quando i due artisti le hanno dato nuova vita. Ora è uno dei luoghi più instagrammati delle Langhe. E anch’io non ho potuto esimermi.

Eccomi, ton sur ton, davanti alla Cappella delle Brunate

Verduno, il borgo della Pelaverga

Prima di partire per le Langhe, ho chiesto consiglio ad amici esperti di vino su cosa assolutamente assaggiare durante il mio soggiorno. Mi hanno consigliato senza indugio la Pelaverga di Verduno. Non l’avevo mai sentita nominare.

La Pelaverga è un vitigno autoctono a bacca rossa che viene coltivato soltanto nel territorio del paese di Verduno, a pochi km da La Morra. Un vitigno antico, di cui si ha conoscenza anche da prima del Settecento, che si stava perdendo, ma che è stato fortunatamente recuperato a partire dagli anni ’70. La sua produzione non è molto estesa, tuttavia sia a Verduno che nei ristoranti con buone carte di vini si può assaggiare. Il vino, rosso, è fruttato, con sentori di fragola e floreali, e si accompagna a piatti di varia natura, purché non troppo pesanti: il meglio lo dà con le carni bianche (io infatti l’ho bevuto in accompagno a una faraona), ma anche le carni rosse con sughi leggeri, il pesce, i formaggi non stagionati vanno d’accordo con questa bottiglia.

Il paese di Verduno in sé non ha grandi attrattive. In cima al borgo, sulla piazza della chiesa si apre il bar/enoteca dove gustare e eventualmente acquistare la Pelaverga. Dall’altra parte della piazzetta due scalini conducono ai giardinetti pubblici che sono un’autentica terrazza sulle Langhe: la vista spazia da Alba, la città di fondovalle, a Grinzane Cavour col suo bel castello in collina, a La Morra e a Barolo: un gran bel panorama.

La chiesa di Verduno, in cima al paese

Barolo, La Morra e Verduno sono i tre borghi che ho visitato nel corso del mio breve viaggio nelle Langhe. Ognuno di essi mi ha mostrato una storia e una passione. Spero con questo post di avervi trasmesso entrambe. Io, per parte mia, ora mi verso un calice di nebbiolo.

13 pensieri riguardo “Tre borghi da visitare nelle Langhe: Barolo, La Morra, Verduno

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  1. Una zona semplicemente fiabesca, soprattutto poco prima della vendemmia, confermo! Che colori la natura poi! Splendido il tuo articolo

    Ci sono stata tre volte durante la fiera del Tartufo di Alba, alloggiando a Verduno, in un agriturismo che per colazione facevano fare la degustazione dei vini prodotti presso la propria cantina! Non ti dico come arrivavo a sera! Un ricordo davvero stupendo.

  2. Adoro queste panchine giganti e so che ce ne sono parecchie anche in Emilia Romagna ma non ne ho ancora beccata una, deve essere una sensazione stranissima stare lì sopra.

  3. La famosa cappella colorata! E’ il mio sogno scattare una foto davanti a questa chiesa, diventata ormai icona del web e dei social. Ma da buona wine lover avevo già in mente di organizzare un tour da queste parti, spero in autunno. Pandemie permettendo.

    1. Beh, l’autunno sarà il momento migliore, sia perché è periodo di vendemmia sia per i bei colori delle vigne. Ti dico la verità: quando siamo partiti non avevo pensato minimamente alla chiesetta; ma poi mi ho visto il cartello stradale, ho collegato e ho pregato il mio compagno di andarci!

  4. Sono tornata nelle Langhe a fine gennaio di quest’anno in un viaggio totalmente in solitaria e mi sono di nuovo innamorata di questi luoghi. Avevo la base ad Alba e poi mi sono spostata in auto man mano per scoprire le meraviglie di La Morra (dove ho acquistato un vino eccellente) e Barolo. Verduno non ho fatto in tempo ma un viaggetto si può sempre programmare!

    1. Nel corso del mio breve viaggio mi sono solo appena affacciata ad Alba, perciò mi piacerebbe tornare da quelle parti per ripartire da dove mi sono fermata: Alba, Diano d’Alba e Grinzane Cavour per cominciare…

  5. Io sono stata nelle Langhe in giornata e avevo visitato Barolo e la morra, ma non Verduno! Sono tutti Borghi incredibili!

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