Turismo culturale a Nizza: il quartiere di Cimiez

Il capoluogo della Costa Azzurra ha davvero diverse frecce al suo arco: città del bien-vivre, ha più di un’anima: un’anima patinata che si respira sulla sua bella Promenade e nelle vie commerciali del centro, un’anima cosmopolita, un’anima artistica e culturale e infine un’anima antica. Ecco, quest’anima antica si trova in altura, a ovest del fiume Var che attraversa la città fino al mare, ed è il quartiere, elegante e signorile, di Cimiez.

Da Kemenelon a Cemenelum a Cimiez

L’introduzione storica è d’obbligo, e me la perdonerete, perché è fondamentale per capire lo sviluppo di questo quartiere.

In principio è Kemenelon, oppidum (cittadella fortificata) Ligure arroccata in altura, mentre sulla costa i Greci avevano fondato Nikaia (la futura Nice, Nizza). Kemenelon è proprio il nome con cui i Greci chiamano questo piccolo centro d’altura. Quando arrivano i Romani, nel II secolo a.C. trasformano il nome in Cemenelum. E conquistano anche il territorio, dopo aver risalito tutta la Liguria e valicato le Alpi Marittime entrando nell’attuale Francia. La romanizzazione completa di tutto l’Arco alpino si completerà solo sotto il principato del primo imperatore Augusto il quale suggellerà l’evento con la costruzione del Trophaeum Alpium a La Turbie, oggi a pochi km dal confine con la Francia e prima di Nizza.

L’Area archeologica di Cimiez

Cemenelum si sviluppa nel I secolo d.C. La città si estende su una superficie di 20 ettari e si dota fin da subito di un anfiteatro: costruito tra il 70 e l’80 d.C. è ancora oggi il punto di riferimento del quartiere di Cimiez. La città gallo-romana (vengono chiamate così le città romane fondate nel territorio dell’attuale Francia, perché anticamente chiamata Gallia) ha lunga vita, fino al IV secolo d.C., divenendo poi un centro cristiano dotato di sede vescovile con tanto di battistero monumentale. Infine passano i secoli, la città va in abbandono. Sorge un monastero sull’altura a est dell’antica città e infine, col passare del tempo e l’ingrandirsi di Nizza, sulla costa, la città contemporanea ha inglobato Cimiez, che è diventata un quartiere elegante e verde, in altura rispetto al Var, non troppo distante dal centro.

Visitare Cimiez: il museo e l’area archeologica di Cemenelum

L’anfiteatro di Cimiez dà il nome al Parco attiguo, Parc des Arènes de Cimiez. Si tratta di uno tra gli anfiteatri più piccoli della Gallia: 68x57m. Fu costruito in età flavia, tra il 70 e l’80 d.C. e sfrutta, per la fondazione di alcune porzioni della cavea, direttamente il banco di roccia. Tra ima cavea e summa cavea, cioè i due settori, basso e alto, delle gradinate, è stato calcolato che l’edificio potesse ospitare fino a 4000 spettatori. Il monumento è parte integrante del Parco ed è liberamente percorribile e visitabile: gli è riconosciuto il ruolo di punto di riferimento del quartiere.

L’Anfiteatro di Cimiez

Non è libero invece l’accesso all’area archeologica di Cemenelum, per visitare la quale occorre fare il biglietto nel vicino museo archeologico. Il Musée d’Archéologie de Nice/Cimiez racconta la storia del territorio fin dall’epoca preistorica e non riguarda solo il sito di Cemenelum, ma anche altri siti e contesti del circondario, compresi i reperti in bronzo recuperati da relitti di età romana scavati al largo di Nizza. La visita è comunque un’introduzione utile per meglio comprendere i monumenti dell’area archeologica. Inoltre una gentilissima micia all’ingresso mette subito di buon umore.

Il Museo dispone di una guida in realtà aumentata scaricabile sullo smartphone per poter meglio approfondire i monumenti che si incontrano nell’area archeologica.

L’area archeologica di Cimiez dall’accesso del Museo

L’area archeologica occupa da sola il 10% della superficie dell’antica città romana, cioè 2 ettari. Il settore scavato doveva avere una destinazione urbanistica ben precisa, in un settore abbastanza periferico della città: doveva essere il quartiere delle terme. Qui infatti sono venuti in luce tre impianti termali, uno dei quali, il più grande, più antico e meglio conservato, risale al I secolo d.C., mentre gli altri due risalgono al III secolo d.C. I tre impianti sono chiamati Terme Nord, Terme Est e Terme Ovest. Le Terme Nord e Est sono separate dal passaggio di un decumano; sulle Terme Ovest in età paleocristiana insiste un complesso episcopale del quale sopravvive un battistero monumentale completo di vasca battesimale e di un colonnato posto intorno ad esso.

Terme Nord, il Frigidarium

Dei tre complessi termali è quello Nord il più esteso e più antico: si accedeva direttamente dal Decumano. Oltre al canonico percorso termale che prevedeva il succedersi degli ambienti dal più freddo al più caldo, secondo la canonica sequenza frigidarium – tepidarium – laconicum – calidarium, la terma era dotata di una grande piscina scoperta e di una palestra.

Tra gli ambienti di servizio non mancava una grande latrina, della quale si conserva solo in parte la seduta, ma si legge chiaramente il canale di scolo delle acque che confluivano verso la fogna cittadina che correva sotto il decumano.

Di tutto l’impianto, il frigidarium colpisce per la sua monumentalità, unico ambiente preservato così bene in elevato rispetto al resto del complesso termale, del quale i muri si conservano per due-tre filari o poco più.

Il frigidarium delle Terme Nord di Cimiez

L’area archeologica non è particolarmente estesa; inoltre non si può entrare all’interno degli edifici, ma solo vederli dall’esterno camminando sul tracciato degli antichi assi viari cittadini. Peccato per due come me e Davide, l’altra metà del blog, che in un sito archeologico amiamo andare a indagare tutte le minuzie architettoniche e tutti i dettagli costruttivi.

Visitare Cimiez: il monastero francescano

Sulla sommità della collina di Cimiez sorge un monastero francescano, a sua volta costruito su una ben più antica cappella intitolata a Nôtre Dame de Cimiez dai monaci Benedettini nel 1010. Il monastero francescano risale invece al 1546. All’interno della chiesa sono custodite tre opere di un artista nativo di Nizza, Ludovico Brea, molto attivo anche nella Liguria di Ponente: qui realizza una Pietà, una Crocefissione e una Deposizione; tre opere che si collocano tra il 1475 e il 1512: quasi 40 anni di carriera dell’artista.

La facciata di Nôtre Dame de Cimiez

Attigui al monastero sono due chiostri, uno solo dei quali – il più piccolo, ma grazioso – visitabile. A dicembre ospita una mostra di presepi dal mondo. Nel centro del chiostro, come sempre, è posto un pozzo per l’approvvigionamento dell’acqua.

Accanto al Monastero si apre un bel giardino che costituisce allo stesso tempo una terrazza panoramica sulla città: lo sguardo spazia tra la stretta e lunga valle del fiume Var e il mare, indulgendo sulla città moderna e i suoi grattacieli.

Visitare Cimiez: il Musée Matisse

Ospitato in un’elegante villa posta all’interno del Parc des Arènes e affacciata sull’area archeologica di Cemenelum, il Musée Matisse di Nizza nasce dalla donazione diretta delle opere che ne costituiscono la collezione dallo stesso Henry Matisse. Costui, artista dal multiforme ingegno, che definire semplicemente pittore sarebbe riduttivo e ingiusto, oltre che scorretto, ha attraversato con la sua arte e la sua ricerca almeno 70 anni di fermento artistico francese e internazionale, dalla fine dell’Ottocento fino agli anni ’50 del Novecento.

Villa des Arènes che ospita il Musée Matisse, sullo sfondo dell’area archeologica di Cimiez

La collezione si sviluppa su 4 piani: si affronta dapprima la formazione di Matisse, poi le sue prime sperimentazioni nel campo della natura morta, in cui tornano sempre degli elementi che potremmo definire fissi, come ad esempio la caffettiera; poi la sua attenzione verso l’espressionismo, e la sua vasta produzione di opere in “papiers gouachés“. Infine, attenzione è posta a quello che egli stesso definisce il suo capolavoro: gli arredi per la Chapelle du Rosaire de Vence, per la quale progetta tutto, dai muri, alle vetrate ai paramenti sacri. Mi colpisce in questa “opera totale” il bozzetto, a grandezza pari al vero, di una natività che Matisse realizza proprio per la cappella: la Madonna col Bambino è al centro di una composizione astratta di grandi fiori e stelle, tanto semplice, quasi infantile, quanto estremamente efficace. E spero di poter andare quanto prima a Vence per vedere come dal bozzetto sia stata ricavata poi la raffigurazione definitiva.

Bozzetto per Madonna con Bambino tra fiori e stelle per la Chappelle du Rosaire di Vence

Un altro aspetto della ricerca di Matisse che emerge nel percorso espositivo è la sua ricerca sul colore, in particolare il blu, ricerca che condivide con un altro artista, Yves Kline, colui che fece delle opere in monocromia blu (il Blu Klein) la propria cifra stilistica. In museo l’opera “Nu bleu IV” dialoga con le tele monocrome di Klein. Incredibile quanto la ricerca di un colore e del suo impiego nell’arte possa essere essa stessa arte.

Henry Matisse, Nu Bleu IV, 1952

Visitare Cimiez: info pratiche

La visita al quartiere di Cimiez in tutta la sua interezza occupa all’incirca un pomeriggio. Oltre alle attrattive culturali, ci si può riposare all’ombra degli olivi del bel Parc des Arènes che è luogo di passeggio e di riposo per gli abitanti del quartiere. Un piccolo chiosco fornisce all’occorrenza da bere e da mangiare.

Per visitare i due musei, Archeologico e Matisse, è previsto un biglietto integrato del costo di 10 €. La visita della chiesa del Monastero di Cimiez invece è libera, così come l’ingresso all’Anfiteatro.

Per chi arriva dall’Italia l’uscita dell’autostrada è A8, la stessa per Nizza Centro. Il quartiere di Cimiez è segnalato, tuttavia meglio affidarsi al navigatore. Anche se i parcheggi non sono numerosi, non è difficile trovare posto auto.

3 pensieri riguardo “Turismo culturale a Nizza: il quartiere di Cimiez

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  1. Nonostante le nostre diverse incursioni in zona non siamo mai riusciti a fermarci a Nizza. Tra l’altro apprendo proprio dal tuo articolo del Museo Matisse. Ora non ho più scuse, devo assolutamente trovare il modo di visitare questa splendida città.

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