Montelupo rinvenuta negli strati. Un enorme museo, nuovissimo nella realizzazione e nell’allestimento, il Museo della Ceramica, rievoca, attraverso 3 piani di percorso museale, l’evoluzione della produzione dalla prima maiolica arcaica alle più avanzate porcellane settecentesche. Impressionante vedere il susseguirsi di vasi, brocche, ciotole, scodelle, bacini…peccato che dopo un po’ l’occhio non ne possa più e i vasi comincino a sembrare tutti uguali! La tradizione ceramica a Montelupo è ancora sentita tanto che è stato inaugurato di recente anche un museo della Ceramica contemporanea. Il museo archeologico è stato invece relegato fuori dal paese, nei pressi della villa medicea splendida da fuori, ma adibita a ospedale psichiatrico giudiziario. Questa è la fine che fanno molto spesso i Beni Culturali in Italia.
A pranzo andiamo in un’osteria appena fuori Montelupo: l’Antica Osteria dei Bonanni, consigliata dal Mangiarozzo 2010 (guida che abbiamo eletto nostra fida consigliera proprio nel corso di questo week-end): l’ambiente è molto familiare, il proprietario è un tipo alla mano che si siede al tavolo con voi mentre vi illustra cosa bolle in pentola. Usciamo di qui dopo aver mangiato un ottimo primo e una generosa brace e ci avviamo verso l’ultima tappa odierna del nostro giro: Vinci.

Vinci è, inutile dirvelo, il borgo natale di Leonardo da Vinci. Qui, infatti, tutto ci parla di lui, a partire da quell’enorme struttura lignea che rappresenta l’Uomo Vitruviano tridimensionale e andando poi a visitare il Museo Leonardiano. Ed è proprio il Museo Leonardiano che noi andiamo a visitare. Esso non ospita altro che i modellini delle macchine progettate da Leonardo e da lui disegnate sui vari Codici sparsi in alcune importanti biblioteche europee. Dalle macchine elevatrici a quelle idrauliche, agli studi sulle macchine per tessere, alle macchine da guerra, tutte le più o meno stravaganti idee di Leonardo da Vinci sono qui riprodotte, per la gioia di grandi e piccini. Una pecca però: per quanto i modellini siano funzionanti non si possono toccare. Viene però così a mancare un passo importante che è quello di capire esattamente come queste macchine funzionano: cosa che, vi posso assicurare non è né semplice né scontata. Infine una curiosità: Pare che Leonardo avesse disegnato anche il prototipo di una bicicletta! È lì, al secondo piano del museo, in tutto o quasi uguale alle moderne biciclette che tutti noi conosciamo. Che dire? Un genio!








