Il 2025 è l’anno del Giubileo. Io partecipai al Grande Giubileo del 2000 e ne serbo ancora, a distanza di un quarto di secolo (ohibò!), un gran bel ricordo. C’era una bella atmosfera nell’aria, fatta di gioia e di frenetico entusiasmo. All’epoca non avevo ancora 20 anni (ri-ohibò!), non vivevo a Roma, andai con un grande gruppo di grandi amici e conoscevo la città ancora troppo poco. Oggi invece, abitando a Roma da qualche anno, ormai, e avendola frequentata parecchio negli ultimi 20, mi sento di poter suggerire degli itinerari specifici per chi, come me all’epoca, si ritrova nel 2025 ad essere pellegrino (e turista, perché no, non è un peccato!) nella capitale mondiale del Cristianesimo.
Qualche tempo fa ti ho proposto un itinerario che si può percorrere a piedi, da Santa Croce in Gerusalemme a San Giovanni in Laterano: un itinerario breve, ma veramente intenso e importante per la storia della Chiesa e del Cristianesimo. Qui ti propongo un altro itinerario, che non si può percorrere a piedi, ma che è tematico, perché unisce due luoghi legati a uno dei più importanti personaggi della storia cristiana: San Paolo.
In questo post ti racconto il luogo del martirio di San Paolo, l’Abbazia delle Tre Fontane, e la grande basilica paleocristiana a lui dedicata che sorge sopra la sua tomba e che è una delle chiese giubilari di Roma: San Paolo fuori le Mura.
I due siti sono distanti, per cui per raggiungerli bisogna spostarsi in macchina (anche se la basilica di San Paolo fuori le mura è comodissima per la Metro B e per il treno Roma-Lido). In più ti regalo un bonus: firmato Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, nientemeno.
I luoghi di San Paolo a Roma: Abbazia delle Tre Fontane
La storia di San Paolo è arcinota: da acerrimo antagonista dei primi Cristiani in Asia Minore, si convertì, letteralmente folgorato sulla via di Damasco, quando all’udire la voce di Dio “Perché mi perseguiti?” cadde da cavallo e credette, diventando uno dei più appassionati e assidui apostoli di Cristo, pur non avendolo mai conosciuto e non avendo quindi fatto parte del gruppo dei 12 Apostoli canonici.
Paolo è noto per tutte le Lettere che scrisse alle varie comunità cristiane che pian piano, verso la metà del I secolo d.C. si andavano espandendo dapprima in Asia Minore, poi in Grecia, infine a Roma e ancora più in là. Il primo influencer della Chiesa (no, vi prego, non scomunicatemi). Era cittadino romano, tuttavia ciò non gli garantì l’impunità quando fu arrestato durante la prima grande persecuzione contro i Cristiani, scatenata da Nerone che diede loro la colpa (ma sarà andata davvero così) del grande Incendio che distrusse buona parte della città nel 64 d.C. Paolo fu incarcerato e quindi subì il martirio il 29 giugno del 67 d.C.: fu decapitato e secondo la leggenda la sua testa rimbalzò tre volte prima di fermarsi. Dai tre punti di rimbalzo scaturirono tre sorgenti sacre le cui acque da lì in avanti venivano considerate curative.
L’Abbazia delle Tre Fontane sorge nel luogo in cui avvenne il martirio di San Paolo. E’ un complesso abbaziale che sorge nell’alto medioevo e che si accresce nel corso del tempo di nuovi luoghi di culto tutti funzionali al culto di San Paolo. In realtà la chiesa abbaziale, a pianta basilicale a tre navate, edificata nel basso medioevo, è dedicata a San Vincenzo e Sant’Anastasio di cui accoglie le reliquie. L’abbazia è fondata dai Cistercensi, l’ordine monastico fondato da Bernardo di Chiaravalle e la chiesa è innalzata nello stile sobrio e austero proprio dei Cistercensi: i pochi reimpieghi di decorazioni architettoniche antiche si trovano nel portico antistante l’ingresso, mentre l’interno ha le arcate in mattoni e come uniche sobrie decorazioni porta su ogni pilastro ciascuno dei 12 apostoli (peraltro ben più tardi rispetto alla costruzione duecentesca). Uno spazio in cui – se si è da soli e nella giusta disposizione d’animo – davvero si sente un che di spirituale, comunque un’atmosfera che invita alla meditazione e al silenzio.
Accanto alla chiesa abbaziale sorge, in posizione lievemente sopraelevata, la Scala Coeli, una chiesa a pianta centrale che sorge su una più antica chiesa costruita in seguito alla visione che qui ebbe San Bernardo in persona, di una scala sulla quale salivano le anime del purgatorio. La chiesa, che nelle sue forme attuali è cinquecentesca, accoglie nella sua cripta un altare dedicato a San Zenone martire cristiano insieme ad altri 10mila legionari cristiani che furono giustiziati durante le persecuzioni perpetrate sotto il regno di Diocleziano, l’ultima e la più terribile delle persecuzioni contro i Cristiani. Inoltre, dalla cripta si accedeva un tempo a un andito che fu il luogo in cui San Paolo fu tenuto prigioniero prima del martirio.
La chiesa è coperta da una volta letteralmente stellata, cioè affrescata di blu e puntinata di stelle. Un effetto molto bello.
Percorrendo un breve viale alberato si raggiunge il cuore del complesso di culto: la chiesa del Martirio di San Paolo. L’edificio attuale risale al 1599, commissionato dal Cardinale Pietro Aldobrandini, ma sostituisce una successione di luoghi di culto innalzati intorno alle tre fontane sgorgate ai tre rimbalzi della testa di San Paolo che qui fu decapitato, fin dagli albori dell’era cristiana. Non è una chiesa di grandi dimensioni, perché di fatto si concentra sull’allineamento che vede in successione da destra a sinistra: in angolo la colonna (protetta da una pesante grata) alla quale fu legato San Paolo quando il boia gli spiccò la testa dal collo; a seguire tre edicole in marmo, molto eleganti, che monumentalizzano le tre sorgenti sante. Alle spalle dell’edicola centrale si apre l’abside affrescato con la scena del martirio di San Paolo. Le tre edicole sono tutte uguali, decorate da colonne in marmo nero e con la testa di San Paolo.
Interessante il pavimento della chiesa, nel quale è stato collocato un pavimento a mosaico, peraltro proveniente dagli Scavi di Ostia, da papa Pio IX nella seconda metà dell’Ottocento. Si tratta di un mosaico policromo particolarmente bello: sono raffigurate le 4 personificazioni delle stagioni, autunno, inverno, primavera ed estate, racchiuse in cornici quadrate a tessere rosse, verdi e nere. Doveva decorare un edificio decisamente sontuoso nella sua collocazione originaria, a Ostia antica. Ma pure nella Chiesa del Martirio di San Paolo all’Abbazia delle Tre Fontane è una collocazione sicuramente prestigiosa.
Quale degna conclusione della visita, consiglio il punto vendita dei monaci che vendono anche la birra trappista italiana oltre a tutti quei bei prodotti dei monaci camaldolesi e che vanno dai cosmetici ai profumi agli infusi, al miele, ai liquori e ai biscotti.
Questo post è già abbastanza descrittivo, tuttavia, se vuoi saperne di più, ti invito a leggere il post appositamente dedicato a questo luogo di culto meno noto tra i tanti di Roma, eppure davvero da conoscere e da scoprire: Visitare l’Abbazia delle Tre Fontane a Roma.
I luoghi di San Paolo a Roma: Basilica di San Paolo fuori le Mura
La Basilica di San Paolo fuori le Mura è una delle quattro basiliche giubilari, che hanno, cioè, la porta giubilare che viene aperta all’inizio dell’anno santo e chiusa poi alla fine. Il perché è facilmente intuibile: San Paolo è, insieme a San Pietro, il santo delle origini del Cristianesimo più noto, quello che ebbe l’intuizione di far uscire il Cristianesimo dalle case dei Giudei e di portarlo oltre, diffondendolo in tutto il bacino mediterraneo, che all’epoca corrispondeva con l’Impero Romano. Paolo giunge a Roma e, come abbiamo visto sopra, viene martirizzato nel corso di quelle persecuzioni che l’imperatore Nerone indisse dopo il famoso incendio di Roma per il quale Nerone – si dice – accusò i Cristiani – e per il quale i suoi detrattori – si narra – accusarono l’imperatore di aver trovato la scusa per distruggere un pezzo di Roma obsoleta per costruire la sua immensa Domus Aurea. Non è questa la sede per discutere di queste vicende. Resta il fatto che San Paolo fu martirizzato sul sito delle Tre Fontane, come abbiamo visto sopra, e che qui fu eretta la basilica paleocristiana a lui dedicata, sul luogo di sepoltura, lungo la necropoli ostiense: a poche decine di metri dalla basilica, infatti, nel Parco Schuster si trova la piccola area archeologica della Necropoli di San Paolo, una porzione di necropoli che si estendeva lungo la via Ostiense, importante viabilità che collegava Roma con Ostia e che passava proprio qua davanti. La necropoli ebbe lunga vita: dal I secolo al IV d.C.; le tombe sono per la maggior parte, per ciò che è visibile, del tipo a colombario, a pianta quadrangolare: delle camere sepolcrali, cioè, animate da nicchie alle pareti nelle quali erano inserite le olle cinerarie, i colombari appunto. I monumenti funerari non sono dissimili da quelli di altre necropoli monumentali coeve, come la Necropoli Laurentina a Ostia o la Necropoli di Porto all’Isola Sacra a Fiumicino.
La tomba di San Paolo si trova, quindi, dicevamo, sotto il ciborio all’interno della Basilica. Luogo di culto da sempre, una lampada sempre accesa è il segno di una venerazione che dura da quasi 2000 anni. La prima basilica è costruita per volontà del primo imperatore cristiano, Costantino; sotto Teodosio, intorno al 390 d.C. viene ampliata; un ulteriore ampliamento e arricchimento si ha nell’VIII secolo. Fino al 1823, quand’è distrutta da un incendio e ricostruita in forme – almeno all’esterno – neoclassiche.
L’abside paleocristiano è decorato da un magnificentissimo mosaico a fondo dorato, con Cristo nel centro contornato dai santi Pietro, Paolo, Andrea e Luca. L’intera chiesa in effetti risplende di luce dorata, per via del grande soffitto a cassettoni e per i tondi che sovrastano le arcate delle navate, nei quali sono i ritratti di tutti i papi, da Pietro a Francesco.
Accanto alla chiesa vi è un elegante chiostro. Sì, perché dall’VIII secolo alla chiesa si affianca un’abbazia benedettina. In realtà tutta la storia dell’area viene raccontata nella piccola area archeologica sotterranea accanto alla basilica, musealizzata dopo gli scavi condotti nei primi anni Duemila.
La basilica, fin dal IV secolo importante luogo di culto della cristianità, era collegata a Porta San Paolo aperta nelle mura Aureliane da un portico colonnato monumentale lungo 2 km. Un breve tratto è venuto in luce nel corso delle indagini archeologiche. Gli scavi sono risaliti indietro nel tempo fino alla fine del V secolo d.C. quando esternamente alla basilica fu costruito, per volere di Papa Simmaco, un Ospitale per accogliere i poveri e i pellegrini. Le adiacenze della Basilica nel corso del tempo subiscono varie modificazioni. Nel VII secolo esistevano due comunità monastiche, una femminile e una maschile, gravitanti intorno alla basilica; nell’VIII secolo esse furono fuse da papa Gregorio II in un unico monastero di San Paolo. Le attività continuavano ad essere destinate principalmente all’accoglienza e al ristoro di poveri e pellegrini: la Basilica di San Paolo fuori le mura da sempre è uno dei luoghi di culto più importanti della cristianità, proprio perché sorta sopra la tomba dell’Apostolo Paolo. Per questo il portico dei pellegrini venne fatto oggetto di manutenzioni e anzi spostato, onde evitare le esondazioni del Tevere. Papa Adriano, che sale al pontificato tra il 772 e il 795, si fa promotore dei restauri di questo portico, che doveva essere opera davvero magniloquente per l’epoca.
Tutto l’alto medioevo presso la Basilica di San paolo è caratterizzato da intense pratiche edilizie volte ora a costruire ora a “distruggere” gli edifici più antichi. L’area viene destinata ad usi rurali e in ogni caso il monastero di San Paolo subisce una crisi dovuta all’insalubrità dei luoghi. Il monastero viene però rifondato nel XV secolo, diventando un cenobio benedettino. L’impiantazione di calcare – di cui una musealizzata, risalente proprio al XV secolo – cioè di fornaci per la realizzazione di calce, è un chiaro segnale della volontà di procurarsi in loco nuovi materiali da costruzione. L’area viene ridisegnata, il monastero rimesso in sesto e le aree scoperte organizzate per bene per le attività agricole e pastorali.














GRAZIE DEL BEL VIAGGIO TRA BASILICHE ,MOSAICI E LUOGHI SACRI … CON INVITO A PARTECIPARE in QUI COMMUNITY ARTISTICA CULTURALE : GIUBILEO 2025 ANNO SANTO DI SPERANZA E D’ASPETTATIVE, D’AMORE,RISPETTO,PACE E CULTURA. SEGUI TUTTI COLLEGAMENTI APRENDO LE CONNESSIONI e le speciali pagine celebrative EVENTI in MeWe. GRAZIE,AUGURO BUONA NAVIGAZIONE E, NATURALMENTE BUONE FESTIVITA’ E MIGLIOR ANNO NUOVO ….. pittrice artistica @susannagalbarini in Sito aggiornato di Pittura ed Arte *PITTURARTISTICA 42° ANNIVERSARIO*
Grazie per questo articolo che mi ha ispirato a scriverne uno anche io ma dedicato ai luoghi di San Pietro a Roma
Per quanto riguarda San Paolo io ho visto solo la Basilica di San Paolo fuori le mura, stupenda. Tra l’altro sono arrivata all’apertura e me la sono goduta praticamente vuota.