Una lacrima di marmo: visitare il Taj Mahal

Una delle Meraviglie del mondo moderno. Il Taj Mahal è giustamente considerato uno dei monumenti da vedere nella vita. Ciò che non tutti sanno è che in realtà dietro la sua storia, e la sua costruzione, c’è una tragica vicenda. Il Taj Mahal infatti è una tomba. Un mausoleo, per la precisione, il monumento funerario fatto costruire dal Maraja rimasto vedovo e distrutto dal dolore per la morte della moglie prematuramente scomparsa. Un mausoleo costruito per rispondere a una richiesta della moglie in punto di morte: che la tomba fosse l’espressione tangibile dell’amore che aveva legato i due sposi.

Ebbene, direi che il Maraja ha tenuto fede al desiderio della povera moglie.

Ma partiamo dall’inizio: un po’ di storia del Taj Mahal e poi qualche info pratica, per non farsi cogliere impreparati al momento della visita.

taj-mahal

Taj Mahal: la storia

Shan Janan era l’imperatore, il maraja, colui che poteva avere tutto. Tutto ma non una cosa: poter scegliere moglie. La consuetudine indiana era molto stretta e i matrimoni erano combinati (anche oggi in realtà). Ma Shan Janan era troppo innamorato di Arjumand Bānū Bēgum per poter farsi imporre un matrimonio. Lui era la legge? Lui per sé cambiò la legge e sposò la sola donna cui avrebbe voluto essere legato per sempre. E il nome da nubile di Arjumand Bānū Bēgum divenne Mumtaz Mahal, la luce del Palazzo.

Mumtaz Mahal si rivelò effettivamente la moglie perfetta: bella, dolce, fertile, ma soprattutto complice e consigliera, doti che alle donne del tempo non erano richieste, ma all’uso erano importanti. Mumtaz Mahal era un punto di riferimento per il Raj Shan Janan.

Ma tutte le cose belle sono destinate a finire anche – e spesso, e soprattutto – in amore. Mumtaz Mahal morì di parto a soli 38 anni, nel 1631, dando alla luce la principessa Gauhar Ara Begum. Insomma, la sposa del sovrano muore giovane dopo aver dato alla luce l’ennesima figlia/o al re. Una situazione che la avvicina molto, in Italia, alla situazione di Eleonora da Toledo, sposa di Cosimo I de Medici a Firenze, che morì giovanissima di parto, ma dopo aver dato alla luce una schiera di figli da fare una squadra di calcetto!

La bella e influente moglie di Shan Janan in punto di morte chiese che il loro amore, che era davvero forte, fosse consacrato per sempre in un monumento. Shan Janan prese alla lettera quel voto pronunciato esalando l’ultimo respiro davanti agli dei. Così i lavori di costruzione del mausoleo di Gauhar Ara Begum alias Mumtaz Mahal furono avviati e durarono 22 anni, dal 1632 al 1654.

Visitare il Taj Mahal: il percorso e qualche info pratica

Veniamo finalmente al Taj Mahal.

Il mausoleo, interamente realizzato in marmo bianco, si trova in fondo a un grande parco al quale si accede da un’ampia porta monumentale in pietra rossa (la stessa pietra con cui è costruito il forte di Agra, la residenza del Raj). Questa grande porta è compresa tra quattro snelle torri, una per lato, sul lato esterno e sul lato interno, ed è coperta da tante piccole cupolette bianche. L’insieme è magnifico ed è un peccato che quando la si oltrepassa non ci si soffermi per osservarla bene. Ma d’altra parte l’attenzione di chi arriva è tutta focalizzata sull’immensa “lacrima di marmo”, là in fondo.

La splendida porta che fa da contraltare al mausoleo

Una lunga vasca/fontana decorata da fiori guida la visuale verso il punto più importante, il Taj Mahal appunto. Esso si colloca in posizione sopraelevata, su una terrazza che affaccia sull’ampio Yamuna, il fiume che bagna Agra.

La passeggiata nel Parco o lungo la vasca è molto piacevole. Il consiglio? Godetevela, non correte, cercate il punto di vista migliore per fare fotografie che vi restino nel cuore. Il Taj Mahal si merita tempo, occhi che lo osservino mentre ci si avvicina lentamente, attenzione ai dettagli, ai fiori e ai colori; e si merita rispetto e commozione, stupore ed emozione.

Si può visitare anche l’interno del mausoleo, nel quale sono sistemate le tombe dei due innamorati finalmente riuniti per l’eternità dopo la morte di lui. Le tombe si trovano al di là di una grande grata in marmo finemente decorato, formata da vari pannelli quadrati talmente intagliati da sembrare dei pizzi leggerissimi, e uniti insieme da tramezzi di marmo intarsiato con altri marmi colorati, in modo da creare un elegante decoro vegetale. L’ambiente sembra insolitamente piccolo, anche perché i visitatori che lo affollano percorrono solo il corridoio al di fuori della grande grata che protegge e isola le due sepolture.

Taj Mahal, a grata che separa il pubblico dalle due tombe dei due innamorati all’interno del mausoleo

Quando uscite vi ritrovate alle spalle del grande mausoleo, vicino all’ampio fiume che scorre lento sotto di voi. Potrete scorgere dei pescatori intenti alla pesca all’ombra del grande monumento: fasto e celebrazione contro la modestia delle attività quotidiane.

Secondo la mia esperienza, il momento migliore per visitare il Taj Mahal è il mattino prestissimo, l’alba, quando ancora non fa caldissimo e soprattutto ancora non ci sono le fiumane di gente che invece assaltano il monumento nelle ore centrali della giornata. Inoltre il sole che lentamente sale regala una pallida luce giallo-arancio che ovatta il tutto rendendolo ancora più luminoso.

L’alba sul Taj Mahal

Dopo il Taj Mahal: visitare Agra

L’altro monumento importante di Agra, certo non paragonabile per importanza e notorietà, è il Red Fort, il forte residenza del Raj e della sua corte – come abbiamo visto anche in città come Delhi, Jaipur e Jodpur – che deve la sua denominazione al colore rosso della pietra usata per le sue mura.

Il forte è molto antico, anche se ampiamente rimaneggiato nel corso dei secoli dai sovrani successivi che vi si installarono. Si conservano solo rari lacerti di muri dell’XI secolo, ma in ogni caso le strutture successive hanno sempre cercato, soprattutto nei decori, di mantenere l’aspetto originario, andando ad ampliare però di volta in volta il palazzo con nuovi padiglioni. Alcuni di essi guardano verso il fiume e il Taj Mahal in un continuo rimando. Possiamo solo immaginare i pensieri del Raj Shan Janan, quando la sera, finalmente rimasto solo dopo una giornata a dirimere questioni di corte, si ritirava e da una finestra scorgeva in lontananza la sua lacrima di marmo.

Anche qui troviamo impiegato ampiamente il marmo: alcuni padiglioni sono un trionfo di bianco e di trasparenze, di tarsie marmoree e di intagli leggerissimi. Il tutto è decisamente elegante e raffinato, massima espressione del gusto moghul per le cose belle.

Un dettaglio dei marmi intarsiati magistralmente nel Red Fort di Agra

L’uso del marmo non deve stupire: la regione è ancora oggi caratterizzata oltre che da cave anche da una certa tradizione nella lavorazione del marmo, soprattutto intarsiato. In città vi sono diverse realtà che lavorano il marmo e producono oggettistica e mobilio utilizzando la tecnica dell’intarsio.

Per molti il Taj Mahal è l’unico motivo per cui valga la pena visitare l’India. Non è vero.

Sicuramente è un monumento magnifico come pochi altri al mondo, ma non si può pensare di ridurre l’India – un subcontinente estesissimo, con una storia lunghissima, una geografia eccezionale, tradizioni religiose, culturali e sociali uniche – nel bene e nel male, naturalmente – al solo Taj Mahal. L’India è molto di più. Io ho avuto modo di visitare solo il Rajasthan e l’Uttar Pradesh, per cui ho avuto solo una visione parziale della sua complessità; inoltre l’ho visitata con un viaggio organizzato, quindi il mio non è stato sicuramente un viaggio di scoperta interiore, né di ricerca spirituale, ma non per questo mi azzarderei a ridurre l’India al solo Taj Mahal, giammai. Il Taj Mahal è un tassello, uno di quelli che sicuramente resta più impressi, ma che sarebbe incomprensibile, indecifrabile e fine a se stesso, se non si conoscesse il contesto storico, la cultura e le tradizioni moghul che invece ricorrono in ogni città del Rajasthan.

Magnifico Taj Mahal

Ho raccontato del mio viaggio in Rajasthan in più occasioni: qui sul blog trovi tutti gli articoli nella categoria India; ho scritto poi il Diario di viaggio del Rajasthan e Uttar Pradesh, che puoi leggere e scaricare liberamente.

Un pensiero riguardo “Una lacrima di marmo: visitare il Taj Mahal

Aggiungi il tuo

  1. Ciao Marina. Mentre stavo leggendo il tuo Taj Mahal pensavo : “ ora le rispondo che è assolutamente consigliabile vederlo al mattino prestissimo…..” ma non c’è n’è stato bisogno. Una felice giornata

    Inviato da Massimo Giannelli

    Massimo Giannelli

Scrivi una risposta a zorrocasually8f200fd7ba Cancella risposta

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑