Cosa fare e cosa vedere a Delhi in un giorno

La capitale dell’India è una megalopoli di dimensioni inimmaginabili. Ma si possono visitare i suoi highlights in un giorno, certo, facendo un vero tour de force. Per questo è importante organizzarsi con un autista professionista o affidarsi a un tour operator locale, come ad esempio 3959 Miles, la DMC, ovvero Destination Management Company, con cui ho attraversato il Rajasthan io insieme alle Travel Blogger Italiane.

E prendo spunto proprio dall’itinerario percorso con le Travel Blogger Italiane per raccontarvi cosa fare e cosa vedere a Delhi in un giorno. In questo itinerario incontreremo siti archeologici e storici, religiosi e politici, attraverseremo le epoche storiche e ci immergeremo nella quotidianità brulicante di vita di questa metropoli. Pronti?

Qutb Minar – il minareto più alto dell’India, patrimonio UNESCO

Questa è un’area archeologica che è inserita nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

Il Qutb Minar è un vasto parco archeologico nel cuore della città. Per accedere ci sono due tariffe diversificate: gli Indiani pagano 40 rupie (40 cent di € circa), gli stranieri 600 rupie (6 €): questo fa sì da incentivare il turismo locale, ma anche la frequentazione del parco da parte degli abitanti del quartiere: il parco infatti con i suoi ampi spazi verdi è l’ideale per un picnic o per una passeggiata con gli amici o con la fidanzata.

Fulcro del sito archeologico è il Qutb Minar, il minareto più grande dell’India, per costruire il quale il sultano mussulmano che ne avviò la costruzione nel 1193, dopo la sconfitta del regno Indu, non esitò a distruggere ben 21 templi indù che sorgevano nell’area. Non solo, ma per la costruzione dell’alto minareto – interamente in mattoni – e della moschea ad esso relativa, nonché per i mausolei costruiti accanto, furono reimpiegati fior di elementi architettonici e materiali da costruzione sia con motivazioni funzionali (il materiale edile era già disponibile in loco) sia ideologiche: l’Islam si impone sull’Induismo. In ogni caso questo sito oggi ci parla di una convivenza civile e religiosa tra induisti e mussulmani che va avanti da secoli (non sempre in buoni rapporti, anzi attualmente c’è molta tensione per le vessazioni e le discriminazioni – sociali, economiche, legali e legislative – da parte del governo induista del primo ministro Modi sulla minoranza islamica).

Delhi, Qutb Minar

Tornando al sito di Qutb Minar, la visita si articola intorno al minareto, espressione della potenza del sultano che con questa costruzione dimostrava anche agli altri regni islamici di che pasta era fatto. Vi sono delle sopravvivenze dei templi hindu precedenti: un portico dal colonnato a pilastrini quadrati istoriati appena al di fuori del grande recinto di epoca, invece, islamica. Entrati nel grande cortile porticato su due lati si resta oggettivamente a bocca aperta: abbiamo anche qui un colonnato, ma qui le colonne sono decisamente istoriate, scolpite ora con figure umane, ora con maschere, ora con decori vegetali. Non c’è colonna identica a un’altra e l’insieme è estremamente elegante, raffinato, ma al contempo è il frutto di uno stile eclettico che unisce stilemi propri dell’Islam con quelli dell’arte indù. In altri settori del complesso, più recenti, invece, lo stile decorativo riprende i motivi propri dell’arte islamica di ogni luogo: cambiano i materiali da costruzione e di rivestimento (qui è la pietra rossa), ma i motivi decorativi si ritrovano analoghi anche nei palazzi di Granada o nelle tombe Saadite di Marrakech, per citare due esempi che ho constatato di persona.

Colonne istoriate nella moschea del Qutb Minar

Uscendo sul lato di questo grande spazio porticato, si nota una muratura evidentemente non finita: è il minareto incompleto e abbandonato, la cui costruzione fu voluta dal successore del sultano costruttore del Qutb Minar perché fosse ancora più grande. Ma costui morì e l’opera con lui. A completare la visita alcuni mausolei, piccoli padiglioni quadrangolari, alcuni dei quali con le pareti riccamente istoriati con i motivi decorativi islamici.

Lotus Temple

Si chiama Bahai House of Worship, ma è meglio noto come Lotus Temple per la sua forma di immenso fiore di loto, fiore sacro nell’induismo. Un’architettura piuttosto recente, inaugurata nel 1986, che vuole esprimere il senso non della fede in un dio o in una religione, ma in generale della fede e della preghiera, chiunque sia che si approcci al luogo di culto. Edificio a pianta centrale, quando si entra all’interno del Lotus una serie di panche messe in circolo per indicare la circolarità, l’unicità dell’umanità. Dunque un edificio dedicato alla spiritualità nel suo senso più ampio e globale. E la dimostrazione è data dall’altissimo numero di persone che ogni giorno a ogni ora si recano al tempio per pregare.

Delhi, Lotus Temple

Anche per accedere a questo tempio, come per i templi induisti e per le moschee, occorre mettersi scalzi (o eventualmente indossare calzini di spugna cui dare fuoco subito dopo 😅) e accedere in fila indiana in mezzo ad altre migliaia di piedi nudi. Il consiglio che do fin dall’inizio, è di portare con sé sempre dei calzini da indossare alla bisogna, sia per il caldo del pavimento quand’è surriscaldato dal sole che per questioni igieniche. Io ve lo dico fin da subito: non ho mai indossato i calzini e spesso me ne sono pentita: in più di un’occasione mi sono ritrovata a fare lo slalom tra escrementi d’animali vari, non ben definite tracce organiche di varia natura e in un’occasione ho rischiato l’ustione della pianta dei piedi. In particolare è decisamente consigliato indossare calzini a chi ha ferite o vesciche sotto i piedi perché il rischio di infezioni è elevatissimo.

Ghandi Memorial

Il Mahatma Gandhi Memorial sorge in un grande parco che è un’oasi di silenzio nel traffico indiavolato di Delhi. Nei pressi del memoriale, su uno dei palazzi campeggia un grande murales col ritratto di Gandhi.

Delhi, il murales ritratto del Mahatma Gandhi

Anche per visitare il memoriale occorre togliere le scarpe. Tornando al memoriale di Gandhi, si tratta di una sorta di altare dietro al quale brucia una fiamma sempre accesa. Questo è il luogo in cui Gandhi fu cremato dopo essere stato ucciso in un attentato nel 1948. L’altare si colloca all’interno di una corte quadrangolare tenuta a prato. Qui il silenzio è d’oro. Una fiamma eterna brucia in continuazione, eterna, notte e giorno. La proverbiale musicalità/rumore/suono dell’India qui si spegne in un raccolto silenzio carico di emozione nei confronti di quel piccolo uomo che seppe combattere il colonialismo con la nonviolenza.

Un fuoco sempre acceso arde nel Gandhi Memorial di Delhi

Jama Masjid

La grande moschea di Delhi è il luogo di culto più importante e monumentale per la comunità mussulmana della città. Come accennavo all’inizio del post, dopo secoli di dominazione moghul, mussulmana, oggi è la comunità induista invece ad essere prevalente sia come numeri che politicamente. L’attuale governo in carica è induista e fortemente nazionalista, pertanto conduce una politica denigratoria e anche vessatoria nei confronti della comunità mussulmana in tutto il Paese. Spesso vi sono tensioni sociali e incidenti: consiglio a tal proposito l’ascolto delle puntate dedicate all’India del Podcast “Altri Orienti” di Simone Pieranni.

Il grande complesso della Jama Masjid, la grande moschea di Delhi

Torniamo a Delhi e alla Jama Masjid. Il complesso della moschea è una grande spianata quadrata cinta da alte mura posta in posizione lievemente sopraelevata rispetto al quartiere e con vista panoramica sul Red Fort, il grande palazzo residenza dei re moghul. A questa spianata, dominata dalla splendida facciata della moschea vera e propria, si accede salendo una scalinata che conduce a una porta aperta nelle mura. Qui si lasciano le scarpe e le donne devono indossare una pesante (e lurida) palandrana completa di velo. L’ingresso per i turisti è a pagamento.

Nel centro della spianata si trova la vasca per le abluzioni che i fedeli devono compiere prima della preghiera. La moschea in sé, l’edificio di culto, ha una facciata monumentale, ma lo spazio per la preghiera all’interno è piuttosto ridotto, un piccolo ambiente nel quale i fedeli si inginocchiano a pregare. Capitiamo nella moschea proprio all’ora della preghiera: il canto del muezzin per me ha sempre il suo fascino; e mentre i fedeli, rigorosamente uomini, pregano, sulla spianata bivaccano le donne con i figli, mentre alcuni bambini provano a chiedere l’elemosina ai visitatori.

Tour in bici-rikshaw nel bazaar

Forse è un po’ una turistata, ma d’altra parte è probabilmente per la maggior parte di noi l’unico modo per poter addentrarsi nel Bazar di Delhi senza perdersi: una dedalo di stradine sovraffollate su cui affacciano botteghe di ogni sorta e dove camminano e circolano in motorino centinaia di persone, come un mare di formiche.

Nel Bazar di Delhi

È un susseguirsi di piccole botteghe aperte sulla strada, non molto diverso da un souk arabo: chi vende stoffe, chi vestiti, chi frutta, chi spezie, chi gioielli. Accanto alle gioiellerie trovi il banchino che prepara da mangiare sul momento, che si tratti del dal, la zuppa di lenticchie, al naan che viene cotto direttamente sulla fiamma viva. Su uno dei vicoli campeggia la scritta Golden Haveli e infatti al suo interno si susseguono gioiellerie su gioiellerie, mentre più ci si addentra nel bazaar più l’offerta si diversifica. Il rikshaw sbuca poi su Chadni Chowk Road, la via dello shopping per eccellenza di Old Delhi, con i suoi negozi più grandi e più all’occidentale.

India Gate

Si tratta di un grande arco onorario, sul modello degli archi trionfali romani, costruito come memoriale di guerra in ricordo degli 84mila soldati della British Indian Army che morirono durante la I Guerra Mondiale. Il suo nome originario sarebbe infatti “All India War Memorial“. Simbolo della città moderna, e ricordo del colonialismo inglese, oggi si trova al centro di un grande parco frequentatissimo dagli abitanti di Delhi di tutte le età, dalle bande di ragazzini alle coppiette alle famiglie. Una serie di banchini di street food si dispone nei pressi e qui si può acquistare succo di cocco, dolciumi, pietanze da asporto, frutta… È un luogo davvero pieno di vita. E pulito, rispetto a molte altre aree della città.

Delhi, India Gate

Queste sono le principali attività e attrazioni di Delhi che si possono vedere in un giorno di permanenza in città. Le distanze tra i luoghi sono notevoli e il traffico indiavolato, per cui se usufruite di un driver mettete comunque in conto le tempistiche per gli spostamenti e fatevi consigliare da lui su quale sia l’itinerario migliore per ottimizzare i tempi e i km.

Vuoi ispirazione per un viaggio in India? Ho scritto un lungo Diario del mio viaggio in Rajasthan e Uttar Pradesh. Puoi leggerlo e scaricarlo gratuitamente qui.

9 thoughts on “Cosa fare e cosa vedere a Delhi in un giorno

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  1. Un articolo che ti trasporta immediatamente nel cuore vibrante di Delhi. Riesci a raccontare la città in modo vivido che sembra quasi di essere lì. Noi abbiamo fatto toccata e fuga a Delhi riuscendo a vedere qualcosina ma forse merita più attenzione

  2. L’India è un’esperienza che da sempre mi piacerebbe vivere.
    Non saprei da che parte cominciare 😂
    Ha così tanto da offrire da molti punti di vista, basta leggere il tuo articolo per capire quanto solo un luogo ha da raccontare!

  3. Ho visitato Delhi molti anni fa, ho pochi ricordi a parte il traffico assurdo e i tanti rumori e suoni di questa città un pò caotica.

  4. Mai stata in India, mi piacerebbe da un lato, ma dall’altro mi mette sempre un certo timore, più che altro per la questione igienica. Delhi dev’essere una di quelle megalopoli assurde e immagino che il trasporto pubblico non sia propriamente dei migliori, per cui ben venga il driver, anche perché guidare da quelle parti penso sia una cosa per guidatori più che esperti!

    Per il resto tantissimo fascino ovviamente, l’India dev’essere un posto unico!


  5. Indubbiamente è stata una esperienza indescrivibile visitare Dehli, il traffico, i clacson, la folla tutto incredibilmente rumoroso. Comunque i luoghi che abbiamo visitato sono stati tutti molto interessanti.

  6. Indubbiamente è stata una esperienza indescrivibile visitare Dehli, il traffico, i clacson, la folla tutto incredibilmente rumoroso. Comunque i luoghi che abbiamo visitato sono stati tutti molto interessanti.

  7. Quest’obbligo dei piedi scalzi mi perplime. Credo che se dovessi toccare queste zone mi procurerei decine di fantasmini a cui, come giustamente hai precisato, dare fuoco subito dopo!! Comunque Delhi è un sogno ad occhi aperti.

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