Mallorca (Maiorca): 4 spiagge da non perdere

Sono stata a Mallorca, la più grande delle isole Baleari, solo pochi giorni, con le amiche e senza nessuna pretesa di esplorare l’isola ma, per una volta, con il solo obiettivo – legittimo – di rilassarsi e basta: non bisogna sempre necessariamente esplorare, muoversi, girare, cosare: talvolta serve solo fermarsi, scegliere una spiaggia al giorno e lì passare la giornata, tra bagni in acque trasparenti, lunghe ore di sonnolenza al sole e qualche birretta al chiringuito di turno.

Sì, lo so, questo post esula dai miei soliti contenuti. Tuttavia, cercherò di fare del mio meglio per raccontarvi questi luoghi e per dare tutte le info utili (e, perché no, culturali) più interessanti. E dunque partiamo: il mare di Mallorca ci aspetta!

Mallorca, 4 spiagge da non perdere se viaggi con bambini o con le amiche e non ti vuoi sbattere

La premessa è una e insindacabile: ovunque tu vada, il mare di Mallorca è magnifico: l’acqua è trasparente, complice la sabbia bianca o lievemente ocra che oltre ad essere refrattaria al sole e quindi fredda anche a mezzogiorno, fa sì che l’acqua pulita rifletta esattamente come un vetro il fondale.

L’altra premessa è questa: in questo post non troverai spiagge raggiungibili solo dopo interminabili trekking o dopo aver percorso strade bianche tortuose e insidiose. Questo post non è per gli avventurieri. Questo post è dedicato alle famiglie con bambini piccoli – che necessariamente hanno bisogno di servizi a portata di mano – e a gruppi di amiche, vuoi per addio al nubilato, vuoi per compleanni, vuoi ancora per il viaggio di maturità, che scelgono Mallorca come meta semplicemente per godersi il mare senza troppo sbatti. In questo post perciò troverete 4 spiagge che rispondono a questi target. Più o meno… ma vedremo nel dettaglio a breve. Suvvia, indossate il costume, che si parte!

Ah, dimenticavo: ultima doverosa premessa! Anche se esiste un efficiente servizio di mezzi pubblici anche notturno, il consiglio è di prendere un’automobile a noleggio al vostro arrivo in aeroporto a Palma: in modo da essere indipendenti e potervi muovere a vostro piacimento.

4 spiagge da non perdere a Mallorca – 1) Port de Pollença

Port de Pollença è una località di mare piuttosto estesa sul golfo di Pollença: occupa l’intero spazio della baia che guarda di fronte l’isola di Menorca e che è racchiusa tra due lunghi e alti promontori, il più a nord dei quali ospita dei punti di interesse – nonché spiagge – noti col nome di Formentor e Colomer; il promontorio a sud invece è occupato da Alcúdia, una cittadina fortificata medievale che sorge sui resti della città romana di Pollentia. Nel mezzo, tra Port de Pollença e Alcúdia si trova una lunga laguna che dialoga direttamente con il mare: la strada passa veramente in riva al mare ed è uno spettacolo magnifico: mai mi era capitato di guidare così vicino all’arenile (no, non è vero: mi è successo nell’isola greca di Lefkada oppure a Sant’Antioco, in Sardegna: ma quelli erano istmi, una cosa un po’ diversa).

Nella parte settentrionale della baia si sviluppa il porto vero e proprio di Port de Pollença con l’abitato alle sue spalle. Un altro nucleo urbano si sviluppa un po’ più a sud: regno degli appartamenti e delle case vacanza, con ristoranti, cafè e chiringuitos sulla spiaggia. Ecco, la nostra prima spiaggia si trova proprio qui. Llenaire la Diablera è la spiaggia sabbiosa potenzialmente attrezzata più a sud, dopodiché il litorale si fa via via più selvaggio fino alla Reserva Natural de s’Albufereta. Ho detto spiaggia potenzialmente attrezzata: a Mallorca non ci sono stabilimenti balneari, ma le spiagge sono in linea generale libere, a meno che non si voglia affittare lettino e ombrellone che solitamente fanno capo ai chiringuitos in spiaggia. Lettini e ombrelloni di paglia: si inseriscono con garbo nel contesto balneare, tutto sommato.

La località balneare di Port de Pollença vista dal mare

La spiaggia Llenaire la Diablera è una lunga e ampia spiaggia servita da un chiringuito (La Roca) che, per mia esperienza personale, magari non fa dei gran cocktails (piuttosto annacquati, invero, ma ci sta), ma ha il bagno decisamente ampio e pulito, favoloso per chi vuole passare l’intera giornata al mare.

Sabbia chiarissima, acqua trasparente, pesciolini che si avvicinano senza paura. Acqua bassa per diversi metri da riva, per questo è ideale per chi ha bambini piccoli: nella mia pur breve esperienza ho visto tante famiglie con microbimbi poco più che neonati o altri che appena iniziano a prendere confidenza con l’acqua del mare.

La spiaggia di Port de Pollença è perfetta per le famiglie con bambini: i castelli di sabbia vengono benissimo…

Un lungo molo si addentra nell’acqua sul limitare sud di Llenaire la Diablera: segna il limite tra la spiaggia “urbana” e la spiaggia che comincia a diventare selvaggia: di là dal mare, camminando verso sud, la sabbia lascia il passo a ciottoli levigati e coloratissimi, e a un banco di alghe di poseidonia secca alto fino a 20 cm in alcuni punti. Alle spalle pini e tamerici ci dicono che la natura comincia a prendere il sopravvento. In realtà solo tra qualche km in direzione sud si colloca la Reserva Natural de s’Albufereta. E lì la spiaggia è una lingua di terra sottile e selvaggia, fino a giungere ad Alcúdia.

Escursione da Port de Pollença: una serata a Pollença

Giornata intera spesa al mare, ma la sera dove la trascorriamo? Certo, si può decidere di cenare proprio a Port de Pollença (noi per esempio abbiamo cenato al Restaurante Siurell dove personalmente ho gustato la paella di carne più buona e strana del mondo, profumata col cumino e con i carciofi: un mix di sapori davvero unico).

Ma se si vuole andare un po’ più in là, si può decidere di trascorrere la serata a Pollença, nell’entroterra. Ora, il nome Pollença deriva da Pollentia, la città romana che in realtà 2000 anni fa sorgeva laddove oggi sorge Alcúdia. Evidentemente, il territorio controllato da quella città romana era piuttosto esteso, tanto da lasciare l’eredità del proprio nome a una località che si trova a diversi km di distanza e nell’entroterra.

Si raggiunge Pollença percorrendo due vie: la MA 2200 a lunga percorrenza, oppure una via interna, il Camì de Llenaire, stretta, ma percorribile, che attraversa campi, oliveti, appezzamenti in cui riposano le pecore dopo una giornata spesa a brucare qua e là. Una strada piuttosto suggestiva, soprattutto se percorsa nella mezz’ora che precede il tramonto, quando la luce dorata e poi rosata dona all’intorno un’atmosfera da sogno.

Pollença ha un centro storico elegante e gradevole. Il fulcro è Plaça Major, una bella piazzetta alberata sulla quale affaccia la sobria chiesa parrocchiale di Mare de Deus des Angels (Madre di Dio e degli angeli) che ha una storia interessante, che risale addirittura – pare – ai Cavalieri Templari. Fu fondata, infatti, nel 1236, e nel 1240 fu concessa ai Templari insieme a una cospicua porzione di isola di Mallorca, dal re Giacomo I d’Aragona. Fino a quel momento Pollença era un abitato sparso senza una connotazione urbana: da quella data invece la chiesa divenne un polo di aggregazione intorno al quale si costituì l’abitato di Pollença. Nel corso dei secoli ha subìto e affrontato diversi restauri, ricostruzioni, rimaneggiamenti e interventi artistici al suo interno tra cui, non ultimi, i dipinti legati alla Via Crucis dell’artista argentino Attilio Boveri che a Pollença si trasferì tra il 1912 e il 1915.

La chiesa di Pollença che affaccia su Plaça Major

Ma facciamo un giretto nel centro storico, prima di cena. Il borgo è godibile, fatto di vicoli e di salite, fino ad arrivare in cima a El Calvari: una lunga lunghissima scalinata conduce fuori e sopra la cittadina in un luogo – il Calvario – sacro, dove sorge una cappella che a Pasqua è meta di pellegrinaggio e accanto alla quale si trova un mirador (punto panoramico): di notte non si vede nulla, ma penso che di giorno la vista panoramica – che si stende fino al mare – valga la salita di 365 scalini.

Per cena ci sono diverse opzioni, tra chi vuole sfondarsi di tapas e chi vuole cenare in un ristorante chic. Poi ci sono le vie di mezzo. In Plaça Major ci sono diversi ristorantini, più o meno turistici; in realtà si mangia bene ovunque, anche perché, per quanto turistica, Pollença non è esattamente il capoluogo della movida, per cui si punta ancora molto sulla qualità.

Passeggiando per Pollença all’ora di cena…

4 spiagge da non perdere a Mallorca – 2) Platja d’Alcúdia

Alcúdia è una cittadina di mare che sorge a cavallo dell’omonima penisoletta che si allunga in mare e chiude da una parte la baia di Port de Pollença e dall’altra la baia di Alcúdia, più ampia, ma ugualmente un vero e proprio porto naturale. E infatti Alcúdia ha un suo porto piuttosto sviluppato e nella baia sono diverse le attività marittime che si svolgono, dalla vela alle attrazioni più turistiche. Dal porto di Alcúdia partono diversi catamarani e battelli in direzione di calette nascoste, a uso e consumo di chi vuole vedere l’isola dal mare (come biasimarli!).

Platja d’Alcúdia è una spiaggia piuttosto lunga e ampia, ben servita, adatta a famiglie con bambini piccoli e accessibile per persone con ridotta mobilità, grazie a particolari piattaforme che arrivano sin quasi in riva al mare.

Alle spalle si stende la periferia di Alcúdia, fatta di condomini per le seconde case, di qualche punto ristoro e dell’immancabile Spar che funge da supermercato e da negozio di articoli mare.

Anche qui: sabbia talmente bianca da essere refrattaria al calore dei raggi solari, acqua trasparente, fondale bassissimo per almeno una decina di metri, pesciolini che vengono a galla a pochi centimetri dai nostri piedi. La spiaggia è ideale per famiglie con bambini piccoli. Le torrette dei bagnini a distanza regolare sono una garanzia per la sicurezza.

Riuscite a vedere i pesciolini nell’acqua trasparente di Platjia de Alcúdia?

Escursione ad Alcúdia: la città romana di Pollentia e il centro storico medievale

Ve l’ho detto che questo non poteva restare un mero post dedicato a 4 spiagge… Così eccomi ad Alcúdia ad attraversare il centro storico (che è racchiuso da mura e al cui interno si trovano diverse botteghe tradizionali), e a imbattermi nelle vestigia dell’antica città romana di Pollentia. Viaggiando da Alcúdia in direzione sud si esce dall’abitato e si arriva in un’area che – nonostante le cancellate che chiudono alla vista – si prospetta come un’area archeologica in piena regola. In realtà le aree archeologiche – tutte collegate tra loro – sono solo tre, ma estremamente significative dell’estensione urbana di Pollentia dal I secolo d.C. I resti di tre domus ad atrio di età primo imperiale, del foro con il Capitolium e di un piccolo teatro scavato nel banco di roccia sono le tracce monumentali di quella che un tempo fu la città romana più grande dell’isola. Un’isola che si trovava in una posizione strategica nei collegamenti tra Spagna e Roma passando per la Sardegna… e infatti l’archeologia subacquea ha permesso di individuare diversi relitti con i loro carichi di merci destinati alla capitale dell’impero nei fondali poco distanti dall’intero arcipelago.

A completare la visita all’area archeologica vi è un piccolo museo che espone reperti e opere d’arte antica provenienti dalla città romana.

Con un salto temporale arriviamo al 1298 quando il re cristiano Jaume I d’Aragona fonda la città di Alcúdia dopo aver sconfitto i Mori 70 anni prima. Questo primo centro urbano era piuttosto spoglio: la chiesa, il cimitero, una piazza e la casa del prete. Nel 1362 vengono innalzate le mura. E le mura, molto ben restaurate, tuttora racchiudono un piccolo centro storico che è una chicca, oggi ricca di botteghe e negozietti turistici. Alcúdia è in effetti uno dei centri più turistici di Mallorca, secondo solo al capoluogo, Palma.

Le mura medievali di Alcúdia

4 spiagge da non perdere a Mallorca – 3) Arenal de Sa Ràpita

Dal nordest dell’isola ci spostiamo a Sud, attraversando l’isola da parte a parte, lambendo alcune cittadine e immergendoci in un territorio piatto, brullo, ma coltivato a oliveti e talvolta a vitigni. Qua e là un mulino a vento, che ci ricorda subito Don Chisciotte de la Mancia. In direzione della costa il paesaggio cambia e i campi coltivati lasciano il passo alla pineta selvaggia, che arriva fino in riva al mare.

Sa Ràpita è una località di mare dotata di porto turistico e club nautico. Il parcheggio a pagamento costicchia (3 € l’ora), ma la spiaggia è lì accanto. Dal Club nautico si diparte una lunga lunghissima spiaggia, che a un certo punto cambia nome diventando Ses Covetes (ne parleremo dopo), poi ancora, superato un piccolissimo agglomerato di case, diventa Es Trenc e infine culmina nel promontorio occupato da Colonia Sant Jordi. Ci torneremo. Adesso andiamo in spiaggia.

Arenal de sa Ràpita e vista sul suo porticciolo

All’inizio dell’Arenal de Sa Ràpita si trova innanzitutto una piattaforma per accesso al mare per i disabili. A seguire un chiringuito e – per chi vuole – la possibilità di affittare ombrellone e due lettini. Alla modica cifra di 30 € al giorno. Come a Ostia, praticamente…

Personalmente, a Sa Ràpita ho trovato tante alghe, tanta posidonia sulla battigia, il che potrebbe dare la percezione di acqua sporca. Niente di più falso, perché superato questo strato di alghe che nuotano in superficie si raggiunge l’acqua trasparente, chiarissima grazie alla sabbia che anche qui è bianchissima e refrattaria ai raggi solari. Pesciolini e possibilità di camminare per decine di metri prima di raggiungere l’acqua alta sono una costante.

La spiaggia in sé non è particolarmente larga, anzi: la macchia mediterranea fatta di tamerici arriva fin quasi in riva al mare, la separa dalla battigia una staccionata in legno. Ma la spiaggia è lunga, eccome se è lunga e, come dicevo prima, è talmente lunga che a un certo punto cambia toponimo, cioè nome.

Potevo restare ferma a prendere il sole? No, ho percorso l’Arenal Sa Ràpita fino a Ses Covetes lungo la battigia. Ve la racconto qui.

Sa Ràpita – Ses Covetes: piccoli abitanti pennuti della riserva naturale

La passeggiata è lunga e piacevole, da una parte il mare, dall’altra la foresta di tamerici. A un certo punto la corrente smette di spingere contro la riva le foglie secche di poseidonia, così l’acqua è trasparente fin dall’inizio. Si cammina e si cammina e – va detto – a un certo punto si può incappare in naturisti che in tutta tranquillità prendono il sole e fanno il bagno come mamma li ha fatti. Ora, Sa Ràpita non è una spiaggia naturista, non come le intendiamo in Italia, dove i naturisti sono ghettizzati o comunque sanno di poter accedere a precise spiagge o calette avendo tutta la privacy che serve in questi casi. A Sa Ràpita invece questo non succede: accanto a coppie di naturisti si trovano bagnanti in costume ed è assolutamente normale e nessuno si lamenta.

A me, che interessa sempre l’aspetto culturale in ogni cosa che faccio, persino andare al mare, la cosa che più mi ha colpito è stato incontrare, in riva al mare, due bunker risalenti alla Guerra Civile spagnola. Oggi sono intonacati di bianco e sulle loro pareti campeggiano scritte che parlano di amore, bellezza, dolcezza e pace. In realtà ci ricordano che questi luoghi sono stati teatro di guerra. E questa è una cosa che tendiamo sempre a dimenticare: dove oggi facciamo il bagno, ci svaghiamo, passiamo le ferie in relax, un tempo neanche troppo lontano sono stati predisposte postazioni militari, talvolta utilizzate, talvolta bombardate a loro volta. Questi due cubetti bianchi che si ergono dalla spiaggia, in parte erosi dal mare, sono un testimone importante di ciò che fu, e di ciò che non deve più essere. Ho apprezzato particolarmente l’idea di dipingerli in bianco e di arricchirli di scritte suggestive e inneggianti alla pace e al bene, una sorta di rivalsa nei confronti del motivo per cui furono erette.

Arenal de sa Ràpita – Ses Covetes: uno dei due bunker della Guerra Civil spagnola

Oltre, c’è la spiaggia di Ses Covetes. Ci andiamo subito.

4 spiagge da non perdere a Mallorca – 4) Ses Covetes

Per raggiungere Ses Covetes ci sono due possibilità. La prima è quella che ho percorso fin qui: a piedi da Sa Ràpita lungo la battigia; la seconda è dall’interno, lasciando però la macchina ben lontana dalla spiaggia, al limitare della pineta. Il percorso a piedi da questo parcheggio (a pagamento) alla spiaggia è di circa 20 minuti. Fattibile, se non si pensa di voler portare in spiaggia lettini, ombrelloni e frigobar per affrontare l’intera giornata.

Una passeggiata all’ombra, selvaggia, difficoltosa per chi pensava di mollare l’auto e spiaggiarsi subito. Certo non adatta a chi ha bambini piccoli, proprio per questa difficoltà iniziale della lunga via per giungere finalmente sulla riva.

Ses Covetes non è molto diversa da Sa Ràpita in realtà, essendo in continuità. La differenza la fa l’entità della pineta alle sue spalle e il suo aspetto ancora più selvaggio. Ses Covetes in realtà è il toponimo che individua un piccolo nucleo di case (sicuramente di ex pescatori) oltre il quale si stende il lungo arenile di Es Trenc. Anche Es Trenc ha alle spalle una cospicua pineta e foresta di macchia mediterranea, e infatti è riserva naturale.

Un gabbiano sorvola la spiaggia di Ses Covetes

In sostanza, da Sa Ràpita a Es Trenc è un’unica riserva naturale che si stende alle spalle della battigia e che è uno splendore di biodiversità: diversi pannelli didattici lo ricordano di tanto in tanto.

Concludendo

Questo non è certo un post esaustivo e sicuramente se cercherai in rete troverai contenuti più estesi di questo e con più spiagge tra le quali scegliere. Ma io sono onesta: queste ho visto e visitato di persona e solo di queste vi racconto. Ognuna di queste ha sue precise caratteristiche che la rendono adatta a target specifici: diciamo che con la sola eccezione di Ses Covetes, queste sono spiagge veramente adatte a chi non ha voglia, né tempo, né possibilità di percorrere sentieri impervi tra le rocce dopo aver lasciato l’auto a km di distanza: questa è per esempio la caratteristica della costa tutta frastagliata del nord ovest, dove sicuramente si gode di tramonti magnifici in riva al mare, ma che non sono adatte a tutti. Se hai bambini piccoli o se vuoi semplicemente goderti un mare magnifico senza alcuno sforzo, le spiagge di cui parlo in questo post sono perfette.

One thought on “Mallorca (Maiorca): 4 spiagge da non perdere”

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  1. Sono d’accordo con te, ogni tanto occorre godersi I luoghi senza necessariamente riempire le giornate di visite. Dopo aver letto il tuo articolo, sarei pronta per fare le valigie e partire per staccare un po la spina, e questa isola sembra l’ideale.

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