Lipsia è una città della Germania orientale che si trova a sud di Berlino, a due ore circa di viaggio col Flixbus o un’ora e mezza col treno. In entrambi i casi l’arrivo sarà presso la grande Hauptbanhof, la Stazione Centrale, che è una delle più grandi stazioni ferroviarie d’Europa. Il consiglio è quello di alloggiare nei pressi, ad esempio nell’Intercity Hotel Leipzig a pochi passi dalla stazione centrale e dal centro città.
Lipsia in un giorno. Itinerario 1: dalla Stazione Centrale alla casa-museo di Felix Mendelssohn
Uscendo dalla Stazione Centrale, superata la grande arteria stradale di Willy-Brandt Plaltz, si imbocca GoetheStrasse, la via che si inoltra nel centro storico cittadino e che sbuca in Augustplatz: si tratta di una delle piazze principali della città, sulla quale affaccia il Teatro dell’Opera, il complesso architettonico moderno dell’Università di Leipzig, e dominata dalla Cityhochhaus Uniriese, cioè il più alto grattacielo della città fatto costruire dalla DDR (Repubblica Democratica Tedesca, di cui Lipsia ha fatto parte fino alla caduta del Muro di Berlino), negli anni 1968-72. Un edificio di vetro dalle forme sinuose, che inizialmente fu destinato all’Università, ma che oggi è proprietà di una holding statunitense: ospita una terrazza panoramica con vista sull’intera città di Lipsia.
Su Augustplatz insiste anche il Teatro dell’Opera di Lipsia, in stile neoclassico, che sorge però sulle macerie del precedente teatro, distrutto dai bombardamenti della II Guerra Mondiale (come molta parte di Lipsia, mi viene da dire). Di fronte si pone Mendenbrunnen, la fontana più grande di Lipsia, il cui apparato decorativo illustra l’importanza dell’acqua per la città, attraverso la raffigurazione di Tritone, figlio del dio del mare Poseidone, Nereidi, e cavalli marini. Deve il nome alla signora Pauline Mende, vedova di un commerciante, che ne finanziò la costruzione. Una donna che ha lasciato un’impronta significativa nel tessuto urbanistico.
Alle spalle della fontana Mendebrunnen si trova la nuova GewandHaus, cioè la Sala da concerti che sostituisce quella che nel Settecento era diretta da Felix Mendelssohn e su cui torneremo. Infine, vale la pena di ricordare che al posto di AugustStrasse sorgeva la chiesa di San Giovanni con annesso cimitero, nel quale fu a suo tempo seppellito Johann Sebastian Bach. All’inizio del Novecento qualcuno si pose il problema di seppellire Bach all’interno della chiesa, in sede più consona. Ma, indovina un po’? Durante la II Guerra Mondiale la chiesa fu distrutta. La prima cosa che fu fatta nel 1950, fu di recuperare le spoglie mortali di Bach e di seppellirle definitivamente nella chiesa di San Tommaso, Thomaskirke, dove Bach aveva svolto per tanti anni il ruolo di organista, di Thomaskantor. Va da sé che la chiesa di San Giovanni non è più stata ricostruita…
Scendendo in Goldschmidtstrasse, si raggiunge la casa-museo di Felix Mendelssohn Bartoldy. Ne ho parlato ampiamente nel post dedicato a Lipsia città della musica classica. Qui ricordo solo alcune cose principali. La casa-museo fa parte del circuito Leipziger Notenspur, che mette in rete ben 23 siti cittadini legati in qualche modo alla storia della musica classica a Lipsia; la casa-museo ospita al piano terra una sala interattiva e al primo piano, il vero piano di abitazione del musicista, le stanze arredate secondo ciò che è stato possibile ricostruire dalla documentazione d’epoca. Attraverso la visita alla casa-museo apprendiamo che Felix Mendelssohn fu un enfant-prodige, che già a 17 anni aveva musicato il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, che fu un prolifico compositore stroncato troppo presto, a 38 anni, dalla morte, lasciando una moglie bellissima e disperata e 5 figli.
Itinerario 2: Muoversi nel Zentrum
Lasciamo la casa-museo di Mendelssohn e torniamo sui nostri passi all’altezza di Augustplatz. Da qui ridiscendiamo lungo RossPlatz, grande arteria cittadina che da una parte è cinta di alti palazzi e dall’altra di uno spazio verde posto alle spalle della CityHochhaus. Il parco si chiama Lenneanlage e ospita, tra gli altri, un monumento dedicato al musicista Robert Shumann.
Visitare una città mette appetito. Eccoci allora a fare sosta in un posto che definire bar o bistrot sarebbe riduttivo. Il locale che oggi si chiama Moritzbastei sfrutta l’unica parte delle antiche mura di Lipsia sopravvissute alla storia. Lo stesso Bastione di San Maurizio (traduzione di Moritzbastei) fu fortemente compromesso, e furono i movimenti studenteschi degli anni ’70 a volerne il recupero come spazio cittadino e universitario. Vale la pena di ricordare che tra i sostenitori di questa impresa c’era la tedesca più nota di sempre: Angela Merkel.
Il locale non fa semplicemente da mangiare e da bere, ma è uno spazio pubblico che organizza spettacoli teatrali per pubblici limitati, certo, ma pur sempre molto partecipati. E’ bello vedere che delle rovine cittadine siano state recuperate dai cittadini stessi e siano oggi un punto di riferimento per la comunità. Per contro, non scegliete di cenare qui se volete assaggiare la cucina tedesca: qui il menù è internazionale, si va dalla lasagna al goulash al pollo al curry, per dire…
Da qui risaliamo lungo Universitatstrasse fino ad arrivare a NikolaiKirke. Anche di questa chiesa ho parlato nel post dedicato a Lipsia musicale, perché anche qui Bach si fece sentire… La chiesa, gotica fuori, all’interno è un trionfo di tinte pastello e di colonne scanalate che culminano in capitelli a foglie di palma… un trionfo di eclettismo di cui stento a trovare imitazioni nel resto del mondo. E sulla piazza si erge una di queste colonne, che evoca la foresta ordinata che si vedrà all’interno.
Nikolaikirke affaccia su una piazzetta sul cui fianco sorge la Alte Nikolaishule, cioè la prima scuola pubblica di Lipsia, che vide passare tra i suoi studenti un certo Richard Wagner. Oggi, oltre ad ospitare concerti e spettacoli musicali, l’edificio ospita anche l’Antiken Museum, il museo di antichità, di proprietà dell’Università di Leipzig.
Decidiamo ora di non passare per le vie principali, ma di percorrere una delle tante gallerie commerciali nelle quali non solo i turisti, ma soprattutto i cittadini possono concludere affari. Una favolosa galleria commerciale, Speckshof, con tanto di portale scolpito come se fosse una chiesa medievale, si svela sotto i nostri occhi. Un’architettura eccellente, che consente di attraversare da parte a parte l’isolato, shopping permettendo.
Proseguendo si raggiunge la piazza lunga e stretta di Nashmarkt dominata dalla statua eretta in onore di John Wolfang Goethe, il poeta, letterato, esperto di mineralogia e scienze che ha legato per sempre il suo nome (e quello dell’Italia) al Grand Tour. Fu uno dei personaggi più illustri del suo tempo, amato dai suoi contemporanei e decisamente influente, al punto che se già ai suoi tempi il viaggio in Italia era considerato una cosa importante da fare per i giovani rampolli dell’alta società europea, dopo il suo racconto divenne tappa imprescindibile nella formazione dei giovani aristocratici tedeschi, francesi e inglesi che scendevano in Italia attirati dall’arte e dagli studi antiquari, ma allo stesso tempo dai costumi a dir poco pittoreschi degli Italiani, in particolare delle fasce popolari della popolazione.
Lasciamo Goethe e il suo grand tour e andiamo oltre. Giungiamo in Marktplatz.
Questa è la piazza principale della città medievale. Sulla piazza affaccia infatti l’Altes Rathaus, cioè l’antico palazzo municipale, che oggi ospita il museo della città, Stadtgeschichtliches Museum: l’esposizione si apre con un grande plastico della città nel quale si illuminano, a comando, i monumenti e i settori principali della città. Dall’esterno, l’Altes Rathaus è un grande edificio su tre piani più un alto tetto a due spioventi. Il piano terra è percorso da un porticato, inoltre, una torre campanaria si colloca all’incirca al centro della facciata, interrompendo il ritmo della scansione delle arcate del portico e delle ampie finestre al piano più alto.
La piazza, quadrangolare, racchiusa oltre che dall’Altes Rathaus da altri edifici più moderni, è la classica piazza tedesca in cui in inverno si allestiscono i mercatini di Natale; a Lipsia in estate ospitano, nelle prime due settimane di Luglio, il WeinFeist, cioè la festa del vino: per me una vera rivelazione! Pensavo che in tutta la Germania si bevesse preferibilmente la birra rispetto al vino. Ma a Lipsia ho scoperto che a differenza che altrove (in baviera, per esempio) la birra non è una priorità (e non c’è neanche particolare scelta nei locali). E quindi ben venga una festa del vino nella quale poter degustare vini prodotti da diverse realtà tedesche provenienti da diverse parti della nazione. Se amate il vino e vi piace curiosare fuori dai confini italiani, segnatevi Lipsia come prossima destinazione: potreste rimanere soddisfatti.
Dalla Marktplatz a Thomaskirkhof è un attimo. Thomaskirkhof è la piazza che circonda la Thomaskirke, la chiesa – di cui ho già parlato nell’articolo dedicato a Lipsia musicale – della quale Johann Sebastian Bach fu organista per molta parte della sua vita e nella quale è sepolto. Accanto alla chiesa si colloca la statua di Johann Sebastian Bach, e poco oltre il Bach Museum, del quale nuovamente ho parlato nel precedente articolo su Lipsia; del Bach Museum mi preme dire una cosa, cioè il motivo per cui vale la pena visitarlo: è un’immersione totale – nel senso che è un museo che può essere immersivo, se lo si desidera – nella musica di Bach e nell’atmosfera musicale che si respirava a Lipsia ai suoi tempi.
Infine, anche in questo caso, si è fatta una certa ed è ora di pranzo (o di cena). Respiriamo autentiche atmosfere lipsiane, ma anche tanto aroma di caffè al Coffe Baum, locale di antica tradizione che ospita un fornitissimo museo del caffè, imperdibile per gli amanti della bevanda più bevuta al mondo dopo l’acqua e il tè.
Concludiamo proprio qui, rifocillandoci al Coffe Baum, gustando magari un piatto di autentica cucina tedesca, questo itinerario di un giorno alla scoperta della città di Lipsia.
Lipsia è unna città dalla precisa identità, basata principalmente sul suo legame con la musica, ma che ha decisamente molto (altro) da raccontare. Per esempio, sempre a proposito di musica, a Lipsia nel 1989 si tenne un festival musicale di strada non autorizzato che fu represso nel sangue dalla polizia della DDR: le manifestazioni musicali spontanee erano infatti proibite prima della caduta del muro di Berlino, e questa manifestazione avvenne nell’estate di quell’anno, pochi mesi prima, proprio davanti a Thomaskirke: evidentemente i tempi stavano cambiando e la manifestazione di Lipsia fu uno dei tanti tasselli che portarono, alla fine dell’anno, alla caduta del muro e al nuovo assetto della Germania riunita.


















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